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Memorie della Shoah

Si può ironizzare, seppur con garbo, su un genocidio? Certo che no. Meno che mai quando è sinonimo di Olocausto, e si vanno (inevitabilmente) a toccare alcune corde sensibili. Ma se le corde sono quelle di Michel Kichka – autore belga classe 1954, docente presso la Bezalel academy di Gerusalemme e presidente dell’associazione dei disegnatori israeliani – il discorso cambia. Perché nella sua autobiografica e toccante graphic novel La seconda generazione (Quello che non ho detto a mio padre), pubblicato da Rizzoli Lizard (112 pagine, 16 euro), Kichka riesce a trasformare una tragedia personale in una leggera e graffiante commedia familiare.

L’Olocausto, dunque, viene “riletto” – nessuna forma di revisionismo, per carità – attraverso gli occhi del figlio di un superstite (che rientra, pertanto, nella cosiddetta seconda generazione). Parliamo dell’uomo più strutturato ed ironico. Dell’uomo che non si è ucciso, decidendo di affrontare i propri fantasmi. Aprendo il volume, infatti, si fa subito la conoscenza di Henri, l’unico membro della famiglia d’origine sopravvissuto alla Shoah. Uno shock indicibile, quello subìto, che lo porta a condurre un’esistenza complessa e travagliata. Fino a quando (siamo nel 1988) spetta proprio a lui scoprire il cadavere del figlio minore, Charly, morto suicida. Dopo la cerimonia funebre, però, qualcosa dentro Henri si spezza e i ricordi dell’Olocausto si trasformano in un incessante fiume di parole che investe chiunque gli si pari davanti. Henri diventa così un noto scrittore, una sorta di eroe della Shoah con carta e penna; la perdita del figlio gli ha restituito una voce, non la libertà di condurre un’esistenza normale. Ma – La seconda generazione insegna – la vera vittoria di un sopravvissuto e della sua famiglia può essere (anche) quella di riuscire a scherzare sull’Olocausto, sui pigiami a righe “prêt-à-deporter” e sulla “crostata ai forni” da servire come dessert per una cena in casa. Certo la pacificazione rappresenta una chimera, ma a volte la leggerezza può (e deve) aiutare. Info: www.rizzoli-lizard.com

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