Ci sono dei punti fermi nella pittura di Piero Toresella. La rete, l’uso di siglare i suoi lavori con un reticolo a larghe maglie che contiene, segna, nega quasi l’immagine dipinta dietro di essa. L’ambiguità, la possibilità di letture plurime, irrisolte. L’Anti-contemporaneo, che di primo acchito suona come una condanna dell’attuale, ma che in realtà, senza la linea divisoria in mezzo alla parola (ed ecco subito un’ambivalenza) contiene l’aggettivo “antico”, prima di “nteporaneo”, volendo così inserire la storia nella contemporaneità, in un continuum indissolubile, senza assurde suddivisioni compartimentali. Riflette il pensiero di Jean Clair, per cui i musei specializzati di arte antica, rinascimentale, contemporanea….in realtà spezzano il concetto fluido e ininterrotto del tempo. L’arte contemporanea non vive senza il supporto, il sostrato imprescindibile della storia.


