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Stop alla galleria Forti

Cancellata l’inaugurazione della nuova galleria d’arte moderna Achille Forti a palazzo della Ragione di Verona, prevista per sabato 8 marzo, è stata posticipata a data da definirsi, ma non è una novità per la città scaligera. Antonia Pavesi, consigliere comunale con delega ai rapporti con istituzioni culturali cittadine afferma che si tratta «di un problema di messa in sicurezza di due edifici del palazzo, un intoppo di carattere tecnico-orgaizzativo». Mah che dire, eppure la struttura, era già sede di esposizioni temporanee fino a pochi anni fa ed è stata sottoposta a un intervento di recupero finanziato dalla fondazione Cariverona con 18 milioni di euro. A quanto pare Verona o è una bellissima città sfortunata o manca, più probabilmente, di capacita organizzativa. Infatti come dimenticare la grande mostra che avrebbe dovuto portare al palazzo della Gran Guardia, 140 capolavori del Louvre? Se ricordate bene, lo stesso Marco Goldin, curatore e imprenditore trevigiano e organizzatore di grandi esposizioni, dopo un vertice parigino con i dirigenti del Louvre, chiariva «Purtroppo la città non è stata capace di attrezzarsi per tempo. E a questo punto non c’erano più i tempi tecnici per andare avanti».
Alla base costituire una fondazione Musei, sul modello di Brescia o Venezia, che consentisse di accelerare i tempi insostenibili della burocrazia comunale e infine l’adeguamento tecnico della Gran Guardia. Due realizzabili direttive, eppure, pochi mesi prima del grande evento i lavori di messa a norma impiantistica erano ancora persi nei meandri delle autorizzazioni e il sindaco Tosi si disse «profondamente rammaricato». Deluso Goldin continuò «È la prima volta che una cosa del genere mi capita in tanti anni, ed è doppiamente dolorosa dato che la perfezione dell’organizzazione è sempre stata un mio dogma».

‏Bene, oggi la storia si ripete, venerdì ci sarà un incontro con i vertici della fondazione Cariverona, il sindaco e il direttore Luca Massimo Barbero (in foto) nella speranza che si chiariscano le diverse problematiche e finalmente si decida una data per l’apertura.
Fa pensare però, che una città perno della cultura italiana e ammirata in tutto il mondo per le sue realtà culturali sia lasciata un po’ a se stessa, come se un paio di grandi mostre all’anno bastassero per farle onore. Sapevate che non esiste nemmeno un assessore alla cultura? Strano ma vero, Verona, patrimonio dell’Unesco, ne è sprovvista e la non facile gestione si tale ricchezza è nelle sole mani di Flavio Tosi a cui competono, oltre alla carica di sindaco, tutte le materie non delegate agli assessori, tra cui sicurezza, promozione del lavoro, polizia municipale, protezione civile e infine cultura. Non ci si deve stupire se poi la città rimane legata a una piccola mentalità provinciale dove il commercio è fatto grosso modo da tanti mercatini e la cultura dentro una lista di tante cose da fare, mentre sappiamo benissimo che al contrario necessita di un impegno duro e giornaliero.
Secondo Monitorcittà dell’Istituto Datamedia il sindaco leghista perde un 2,4% di gradimento, scivolando dal terzo al nono posto nella classifica dei ‏sindaci italiani, che sia un caso?

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