Quindici sale, strutturate in ordine cronologico dalla preistoria al periodo islamico: questo è l’obiettivo che si propone Qais Hussein Rashid, specialista in archeologia islamica, da un mese direttore del museo di Baghdad. Nel 2003 il museo era stato saccheggiato con danni spaventosi e la perdita di gran parte della collezione, di cui diversi pezzi vengono messi in vendita su e-bay. Le polizie internazionali in questi anni hanno recuperato circa novemila opere, sia in Iraq che all’estero. Dopo trent’anni di guerra, l’Iraq vuole ricostruire il suo glorioso passato artistico, arricchendo il museo d’arte. Nel 2009 il museo aveva riaperto le porte, ma soltanto due sale erano state allestite al pubblico. Con il prossimo ampliamento, il museo si propone di dare un importante segnale positivo di rinascita al paese.


