Stop momentaneo per la riforma dei Beni culturali

Roma

Frena la riforma dei Beni culturali promossa da Massimo Bray. I cambiamenti proposti (eliminazione della direzione archeologica, accorpamento di arte e architettura contemporanea con lo spettacolo e incentramento burocratico) non erano andati giù a molti come dimostra il documento contro riforma firmato da duecento archeologi delle sovrintendenze. Ma se da una parte Bray si prende il suo tempo, dall’altra si comincia a ridurre il numero di posti dirigenziali assecondando gli obblighi imposti dalla spendine review. Il 28 febbraio il Mibac così indicherà quale poltrone resteranno vuote.