Il cinema America non è un centro sociale, spiega su Repubblica Valerio che dorme nello spazio occupato di Trastevere dal 2012: «Se avevamo un obiettivo, quando abbiamo spalancato le porte del cinema, era proprio quello di rovesciare lo stereotipo di centro sociale». L’edificio di via Natale del Grande è adibito a spazio culturale dal 13 novembre dello scorso anno, con lo scopo di creare un continuo scambio culturale col quartiere. Purtroppo rischia ora la demolizione da parte del Progetto Uno s.r.l., che vuole distruggerlo per farne un palazzo con 20 monolocali di lusso. A oggi sono tanti gli attori e registi che sono passati per il cinema America, da Elio Germano a Mastrandrea, ma anche Lucchetti, Verdone e tanti altri. Anche Toni Servillo si esprime oggi su Repubblica, sottolinenado la natura pacifica di questa iniziativa che si augura possa continuare, donando un’identità culturale a uno storico cinema romano. Dopo l’occupazione del Valle, ne sono susseguite tante altre e, sabato prossimo nel teatro occupato, verrà firmata una delibera di iniziativa popolare per legalizzare queste esperienze che permettono di risanare gli spazi inutilizzati della città e restituirli ai cittadini. Il cinema America occupato è una di queste e, nell’ambito della riunione di sabato prossimo gli occupanti presentaranno anche il loro progetto di restauro, messo a punto dall’architetto Cristiana Mampaso. Il rischio è che tutte queste iniziative vengano bloccate sul nascere.


