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Sanremo, al via la kermesse

Fabio Fazio e Luciana Littizzetto (foto Fabio Ferrari/Lapresse) hanno sciolto il riserbo presentando in anteprima,  nella  conferenza stampa al Casinò  di Sanremo, il programma del festival 2014. La coppia di fatto della televisione italiana è alla sua seconda esperienza e l’obiettivo è assai  impegnativo, visto che nella scorsa edizione hanno raggiunto il 47% di share, un record assoluto. Il festival del 2014 coincide con una ricorrenza importante, perché la Rai compie 60 anni e sarà celebrata in una delle serate della kermesse musicale, con la partecipazione anche di Renzo Arbore, ospite schivo che sicuramente avrà un riconoscimento simbolico, quale geniale ideatore di una televisione fuori dagli schemi. La gara canora si struttura secondo la classica doppia sfida tra 14 big della canzone, che eseguiranno ciascuno una doppietta di brani, tra cui scegliere la migliore canzone,  e 8 cantanti emergenti. La giuria è divisa in tre sezioni, la prima costituita dai telespettatori che si esprimono col televoto, la seconda  è la valutazione della stampa, la terza è la giuria di qualità, presieduta da Paolo Virzì.

La rassegna musicale prende il via il 18 febbraio e si diluirà in 5 serate fiume, unico spettacolo musicale al mondo ad avere una durata così imponente. Il festival vero e proprio è incastonato tra l’anteprima del festival, condotto dal brillante Pif, per l’occasione gentilmente ceduto da Mtv, e il dopofestival, una sorta di trasmissione in piena notte, bilancio e approfondimento della puntata principale, negli anni passati abolita. Gli organizzatori hanno sottolineato che il festival coincide esattamente con la parola Sanremo, visto che nel 1932 Ernesto Murolo, padre del grande cantautore napoletano Roberto, istituì nella città ligure una manifestazione canora nel Casinò, che si chiamava Festival napoletano, non una gara, ma una vetrina della grande canzone napoletana. Fazio, che ricopre la duplice veste di conduttore e direttore artistico, ha detto che le canzoni che competono non sono state scelte con criteri televisivi, anzi, sono state ignorate le cosiddette canzoni «fatte apposta per Sanremo», per favorire proposte che più di tutto esprimessero la contemporaneità della musica. E questo significa che sono pezzi adatti a tutto l’anno, fruibili anche attraverso la rete, che con le sue tecnologie quest’anno ricopre un ruolo centrale nella kermesse. Il festival sarà in diretta in rete e gli streaming sono disponibili per chi preferisce il computer alla televisione.

Elemento centrale di questa edizione è la scenografia, anche quest’anno firmata al femminile, da Emanuela Trixie Zitkowsky. Si tratta di un allestimento dalle fattezze indubbiamente romantiche, che tiene a sottolineare la centralità della bellezza, categoria non esiziale, ma necessaria, capace di rendere appunto bella la nostra vita. Fazio ha rimarcato che la scena non è solo un contenitore, ma capace di raccontare qualcosa e costituire con le sue eleganti fattezze un monito al nostro paese, in cui spesso trasandatezza e incuria lasciano cadere in malora superbe bellezze del nostro paesaggio e del nostro patrimonio artistico. La scenografa declina questi intenti rappresentando sul palco un palazzo italiano del ’700, espressione di armonia adornata dalla suggestiva presenza degli orchestrali sopraelevati su un ponteggio, come in un fastoso salone per le feste, in attesa di ospiti illustri. Il tutto sarà adornato da un tappeto luminoso che guida i cantanti al centro della sala. Littizzetto è stata di poche parole, ma già promette esilaranti gag col suo inseparabile compagno di avventure televisive. I suoi abiti sono firmati Gucci e si augura ironicamente di riuscire a saperli indossare. Sono usciti anche gli scintillanti nomi degli ospiti, ognuno dei quali si esibirà e non farà solo presenza come è accaduto in passato: Cat Stevens, Gino Paoli, Franca Valeri, Enrico Brignano, Letizia Casta, Raffaella Carrà, Damien Rice. Anche l’astronauta Luca Parmitano atterrerà al Teatro Ariston, pronto a raccontarci storie dell’altro mondo dopo sei mesi trascorsi in una stazione spaziale.

Immancabile l’omaggio al maestro Claudio Abbado, direttore d’orchestra d’eccellenza recentemente scomparso. Ancora il suo ricordo è in costruzione, ma a farlo rivivere al festival saranno alcuni professionisti, componenti dell’Orchestra Mozart, l’ultima creatura messa in piedi dal maestro, con tutti esecutori di calibro. Mauro Pagani, musicista responsabile della sezione giovani, garantisce che «sarà il festival della canzone italiana e non dei cantanti», suggerendo di porre attenzione ai promettenti cantautori che debutteranno nella gara. Un riconoscimento speciale va poi all’orchestra che si potrebbe chiamare di Sanremo, ma che in realtà non è una formazione stabile; si tratta di validi musicisti che tutto l’anno si occupano di altro e che si riuniscono solo nei giorni del festival. L’augurio è che, in tempi in cui, tristemente, le orchestre si sciolgono, la Rai torni a creare e sostenere altre compagini musicali, proteggendo grandi professionisti dalla congiuntura di tagli impietosi. Parlando di costi il direttore di Rai 1 Giancarlo Leone, ha confermato la spesa complessiva di 18 milioni di euro, come lo scorso anno, di cui 11 di effettive spese di produzione, e 7 per la convenzione col comune di Sanremo. Circa i cachet ai conduttori e agli ospiti è ancora buio fitto, ma c’è da giurare che le prime indiscrezioni filtreranno presto, perché come è tradizione al festival di Sanremo, oltre alle canzoni, la gara più agguerrita è sempre quella delle polemiche.

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