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Picasso rischia lo sfratto

Per oltre mezzo secolo è stato appeso nel corridoio del Four seasons restaurant di New York, uno dei ristoranti più famosi di Manhattan, progettato da Philip Johnson: ma adesso Le tricorne di Pablo Picasso, un’immensa tela del maestro cubista realizzata per i Balletti russi di Serge Diaghilev rischia lo sfratto e peggio, la distruzione. Il 9 febbraio il grande sipario dovrà essere rimosso per consentire lavori di riparazione strutturali alla parete a cui è affisso. Far scendere per la prima volta un’opera così delicata potrebbe avere conseguenze fatali sul suo stato di conservazione. La New York landmarks conservancy, agenzia che vigila sul patrimonio artistico della grande mela, ha appreso al notizia dalla Rfr Holding, la società immobiliare proprietaria del Seagram building, un’altra icona della cultura a Manhattan disegnato da Mies van der Rohe, che ospita il Four seasons. Il vero pericolo è la rimozione: «L’opera è così fragile: potrebbe sfarsi come una patatina», ha detto Peg Breen, la presidente del conservancy. Secondo la Breen, è in gioco una questione di gusto: a Aby Rosen, uno dei fondatori di Rfr, Le tricorne non piace e l’idea di rimuoverlo una volta per tutte con la scusa del muro danneggiato è stata un invito a nozze. Rosen è uno dei più importanti collezionisti e mecenati di New york e il presidente dello State council on the arts. Di suo gusto sono artisti come Damien Hirst e Jeff Koons: al posto del Picasso vorrebbe usare lo spazio per mostrare pezzi della sua gigantesca raccolta. A New York i più sono convinti che il destino del Tricorne sia nelle mani di Rosen. Il Four seasons, in virtù del fatto di esser firmato Philip Johnson, è monumento protetto al pari del Seagram building dei Mies ma la tela non fu mai inclusa nell’ordine di tutela perchè aveva una diversa proprietà ed era un’opera mobile. «Non ricade nella nostra giurisdizione e la Lpc non deve essere necessariamente consultata su quel che gli accade», ha detto la Breen. Le tricorne fu dipinto in tre settimane in uno studio a Covent garden su commissione di Diaghilev, l’impresario dei Balletti russi. Picasso, riferì un testimone dell’epoca, lo dipinse in pantofole, per poter camminare sula tela, e tra gli strumenti usati ci fu anche uno spazzolino da denti. In caccia di fondi, Diaghilev tagliò poi il centro del sipario che raffigura uno stadio dei tori fiancheggiato da spettatori e lo vendette a un collezionista svizzero. Nel 1957 il pezzo fu acquistato da Phyllis Lambert, la figlia di Samuel Bronfman, il fondatore di Seagram. La Lambert aveva 27 anni. Quando il padre le chiese aiuto per il design del palazzo, lei e Johnson decisero che era perfetto per il corridoio del Four seasons.

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