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La Rai si mostra

Inaugura il 30 gennaio, al complesso monumentale del Vittoriano, la mostra 1924-2014 La Rai racconta l’Italia, aperta al pubblico a ingresso libero fino al 30 marzo, per festeggiare con il doppio compleanno Rai, i 60 anni della televisione e i 90 anni della Radio. La mostra nasce sotto l’alto patronato della presidenza della Repubblica e col patrocinio delle più importanti istituzioni nazionali, provincia di Roma, Mibac, regione Lazio, Roma capitale, senato della Repubblica e Camera dei deputati, come è giusto che sia dinnanzi a una mostra che celebra una vera istituzione del nostro paese. Il presidente della Rai Anna Maria Tarantola ha sottolineato che La Rai racconta l’Italia è solo nel suo pretesto un evento celebrativo, perché l’obiettivo più sensibile di questa ricca retrospettiva di una bella azienda italiana è gettare uno sguardo al futuro, ripensare l’imprescindibile vocazione di servizio pubblico, alla luce dei grandi cambiamenti con cui si è dovuto confrontare: la diffusione rapida di internet, il passaggio al digitale, il moltiplicarsi dell’offerta di canali, gratuiti o a pagamento, la nascita di nuove piattaforme e la possibilità, sfruttata soprattutto dai giovani, di crearsi un palinsesto personalizzato negli smartphone.

La Rai, dal 1924, quando iniziarono le trasmissioni radiofoniche, ha accompagnato l’Italia nei suoi grandi cambiamenti sociali, una mostra su di lei è un vero e proprio manuale di storia contemporanea interattivo. Lungo la mostra alla giipsoteca del Vittoriano sono a disposizione postazioni multimediali in cui il visitatore può consultare il prezioso archivio Rai, custode di documenti che parlano di tutti noi. Con un’intuizione fulminante Ennio Flaiano disse che “se Garibaldi fece l’Italia, Mike Buongiorno fece gli italiani”, e in effetti le programmazioni, nel tempo, non solo hanno espresso il sentimento unitario, rispecchiando il mutare dei costumi, ma hanno ricoperto una funzione formativa, disegnando il nostro paese. «Se la lingua letteraria era un patrimonio già acquisito – dice Alessandro Nicosia, presidente di comunicare Organizzando – così non era nel parlato quotidiano. L’estensione dell’istruzione obbligatoria e la riforma del sistema scolastico trovarono nella radio e nella televisione straordinari strumenti di diffusione».

I curatori della mostra, Costanza Esclapon, Alessandro Nicosia e Barbara Scaramucci, dopo aver vagliato l’ipotesi del criterio cronologico, hanno optato per una chiave tematica, in grado di rappresentare esaustivamente i volti dell’azienda Rai nei suoi 90 anni. Il percorso è stato organizzato in 8 grandi sezioni, ciascuna affidata a un testimonial d’eccellenza, che ha avuto il compito di immergersi nel grande mare delle teche Rai e scegliere un’antologia dei materiali più significativi. La sezione dedicata all’informazione è curata da Sergio Zavoli, la politica da Bruno Vespa, le scienze da Piero Angela, la cultura da Andrea Camilleri, lo sport da Bruno Pizzul. La società è affidata a Piero Badaloni, l’economia ad Arnaldo Plateroti e lo spettacolo a Emilio Ravel.

Questa mostra è anche un significativo impulso a portare a termine il compito oneroso della digitalizzazione del materiale delle Teche, perché, come ha detto il direttore generale Luigi Gubitosi, la Rai deve restare un’azienda all’altezza della sua storia, assicurando sempre un’informazione plurale e di qualità, un intrattenimento intelligente e programmi culturali per ogni segmento di pubblico, anche promuovendo un uso creativo dell’archivi. Oltre a miscellanee, filmati, fotografie d’epoca, sono esposte opere d’arte in dotazione della Rai, firmate da grandi nomi come Guttuso, De Chirico, Casorati, Nespolo e molti altri. Nello spazio centrale è ricostruito un set televisivo che mostra il dietro le quinte e sono esposti bozzetti inediti dei costumi di scena più memorabili, da quelli di Giovanna la nonna del Corsaro nero, fino al top osé col fiocco di Raffaella Carrà. Anche Rai Cinema è celebrata con le sue produzioni più premiate, come L’albero degli zoccoli di Ermanno Olmi, o Il sacro Gra, Leone d’Oro al Festival di Venezia 2013.

Fino al 30 marzo; complesso del Vittoriano, via san Pietro in carcere, Roma

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