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L’arte non si ferma mai

Lunga vita alla fondazione musei civici Venezia! Basterebbe solo questo per riassumere in poche parole il grande lavoro della fondazione. Undici realtà presenti nella Serenissima pronte a stupire anche quest’anno i visitatori grazie a iniziative che lasciano letteralmente a bocca aperta. Nonostante l’attuale situazione economica, in un paese come l’Italia, ancora traballante, vecchio e allo stesso tempo immaturo, il 2013 per la fondazione, è finto in pareggio con oltre due milioni di visitatori ed eccezionali interventi strutturali di riqualificazione delle sedi. Ricordiamo ad esempio la riapertura al museo Correr delle stanze di Sissi in palazzo Reale e il radicale restauro a palazzo Mocenigo con la nuova sezione dedicata alla storia del profumo. Per il 2014 tre sono stati i criteri seguiti nella definizione del programma: coerenza, valorizzazione, internazionalità. La valorizzazione del patrimonio artistico cittadino vedrà anche l’impegno su nuovi fronti come con il museo del Vetro di Murano e l’inaugurazione, grazie all’intervento del comune di Venezia, della nuova ala espositiva nelle antiche Conterie oppure il museo di Storia naturale e il progetto esecutivo della sezione dedicata alla laguna o ancora al museo Correr dove si avvierà la progettazione di nuovi percorsi espositivi.

Saranno intensificate le partnership internazionali con prestigiose istituzioni: la National Gallery di Washington, per una mostra straordinaria sui disegni veneziani, La poesia della luce, oltre 130 opere esposte al museo Correr, realizzate tra il XVI ed il XVIII secolo, quando Venezia e la terraferma rappresentavano la culla dei più raffinati artisti italiani. Si rafforza il rapporto con il Guggenheim di New York e il Moca di Los Angeles grazie all’esposizione Dialoghi americani di Giuseppe Panza di Biumo. Un omaggio a uno dei più importanti protagonisti del collezionismo internazionale. A ospitare una quarantina di opere di 27 artisti è la sede della Galleria d’arte moderna Ca Pesaro. Presenti colonne del mondo contemporaneo come Robert Rauschenberg, Roy Lichtenstein, Richard Serra o Hanne Darboven. Il Philadelphia Museum of Art entra in gioco per il grande evento dedicato a Fernand Léger e alla sua visione della città contemporanea. Una mostra che ci condurrà nella Parigi d’inizio ‘900 dove l’avvento della modernità e dei nuovi mezzi di comunicazione ispirarono l’opera di Léger ma anche dei suoi compagni di viaggio, come Duchamp, Picabia, Delaunay, Le Corbusier e molti altri. A completare l’interpretazione della visione urbana nell’arte, sempre al museo Correr e in contemporanea, sarà l’esposizione L’immagine della città europea dal Rinascimento al Secolo dei Lumi. Marzo ci regalerà un’esperienza veramente unica capace di coinvolgere curiosi e studiosi allo stesso tempo, dando vita a non poche polemiche: Tiziano, un autoritratto. Riemerge il volto del grande maestro della pittura veneta. Giunto quasi a ottant’anni pare che l’artista abbia affidato a un piccolo foglio di carta l’arduo compito di trasmettere la proprio immagine ai posteri. Anche se già attribuito a Tiziano Vecellio da autorevoli storici dell’arte, l’occasione è comunque importante per gettarsi nel non facile campo della produzione grafica tizianesca, specie negli anni maturi, utile al giudizio critico di autografia anche per questo disegno.

Ca Rezzonico accoglierà 343 porcellane di Marino Nani Mocenigo esposte per desiderio della famiglia, pezzi riferibili alle più importanti manifatture europee. Le donne sono protagoniste a palazzo Fortuny con una seria straordinarie di iniziative senza precedenti. Partendo da La marchesa Luisa Casati Stampa. Venezia rende omaggio a una straordinaria figura del primo Novecento, infatti l’intera città fu palcoscenico delle sue feste in maschera e delle sue uscite teatrali. Ossessionata dell’idea di diventare un’opera d’arte attraverso la sua vita e il suo aspetto estetico, dedicò la vita alla ricerca di artisti conosciuti ma anche a scoprire giovani talenti che la rappresentassero in quadri a olio, schizzi, sculture e fotografie. Fu musa ispiratrice di futuristi e di Gabriele d’Annunzio, immortalata in centinaia di opere da diversi autori da Giovanni Boldini, Alberto Martini, Kees van Dongen, Giacomo Balla a Man Ray. Nel 1910 acquistò l’abbandonato palazzo Venier dei Leoni, oggi sede della fondazione e museo Peggy Guggenheim. Questa location con ampi giardini fu la residenza della marchesa dove accolse corvi albini, pavoni e ghepardi. Icona senza tempo anche nella moda come per John Galliano, designer di Dior, nel 1998 e il suo profumo nel 2009, per Tom Ford, Yves Saint Laurent, Alexander McQueen nel 2007 e per Karl Lagerfeld creatore della collezione Cruise di Chanel.

Il settore culturale dove le donne eccellono suggestivamente è quello della fotografia e tra le grandi figure della storia troviamo certamente Julia M. Cameron, Margaret Bourke White, Lisette Model, Diane Arbus e molte altre, tutte protagoniste in Le amazzoni della fotografia dalla collezione di Mario Trevisan. Esposizione che inizia non a caso l’8 marzo con Dora Maar nonostante Picasso, Memoria aperta Barbara Paganin, Anne-Karin Furunes in Shadows e Ritsue Mishima con Forme, dove l’artista si ispira alle linee della natura rielaborate con la lavorazione del vetro, arte millenaria lagunare qui fusa con la cultura giapponese. Non va assolutamente dimenticato il settore didattica molto importante per la fondazione. Con una dato complessivo di oltre 800 classi che hanno aderito all’offerta formativa, il progetto continua con diverse iniziative in uno dei momenti più difficili attraversati dalla scuola. Decine di percorsi attivi, propositivi, come Giallo al museo, un avvincente itinerario a caccia di numerosi indizi e prove da superare, capace di coinvolgere in un gioco interattivo i giovani partecipanti alla scoperta di inediti dialoghi e potenti confronti tra le sculture esposte a Ca Pesaro. Le stanze del potere a palazzo Ducale, invece, si concentra nelle sale istituzionali dove imponenti cicli pittorici, emozionanti immagini, grandiosi apparati scultorei e decorativi rievocano il funzionamento della complessa macchina statale ai tempi della Repubblica. Proprio senza fine il programma 2014, un intenso progetto che vuole affrontare faccia a faccia le difficoltà quotidiane fiducioso nella continua crescita culturale di Venezia e del paese. Una sfida che la fondazione intende vincere anche grazie al sostegno di piccoli e grandi finanziatori come i visitatori stessi e grandi realtà economiche. Proprio in questi giorni è confermata la partecipazione di un grande marchio del lusso mondiale ma il nome resta ancora top secret. Per ora.

Info: www.visitmuve.it

 

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