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In principio fu l’Academia del dissegno

Così come attestato dal Principio dell’Academia del dissegno, conservato in forma manoscritta nella biblioteca Augusta di Perugia, l’accademia di Belle arti Pietro Vannucci di Perugia è stata fondata nella primavera del 1573, quando “una vertuosa schiera di pittori et architetti”, capitanati dal pittore Orazio Alfani e dall’architetto-matematico Raffaello Sozi, emularono l’analoga istituzione fondata dieci anni prima a Firenze da Cosimo I de’ Medici e stabilirono di frequentarsi con regolarità per “discorrere dell’eccellenza del dissegno, acciò poi agevolmente si potessi venire in cognitione della pittura, scultura, architettura, prospettiva, fortificationi et le altre parti tutte che si tira dietro il dissegno”. Riformata dal punto di vista statutario verso la fine del Settecento da Baldassarre Orsini, allievo di Raphael Mengs, e riorganizzata dal punto di vista didattico intorno al 1820 da Tommaso Minardi, allievo di Antonio Canova, l’accademia perugina è sempre rimasta intimamente legata alla vita culturale della città, emigrando dalla chiesa alessiana di Sant’Angelo della pace all’ex convento vanvitelliano di Montemorcino Nuovo fino al convento trecentesco di San Francesco al prato, dove risiede attualmente e dove custodisce un patrimonio storico-artistico di valore inestimabile, nel cui ambito risaltano la biblioteca (comprendente quasi 17.000 unità bibliografiche), la gipsoteca (comprendente calchi originali in gesso eseguiti sulle opere di Luca Della Robbia, Michelangelo Buonarroti e Antonio Canova), il gabinetto dei disegni (comprendente tra le altre opere grafiche straordinarie di Giovan Battista Piranesi e Jean-Baptiste Wicar) e la galleria dei dipinti (comprendente opere pittoriche che spaziano da Carl Christian Vogel von Vogelstein ad Alberto Burri).

Dal punto di vista formativo, l’accademia di Belle arti Pietro Vannucci di Perugia, che è uno degli Istituti superiori di formazione artistica più antichi d’Italia, ha la potestà di rilasciare diplomi con valore di laurea di primo livello (scuole triennali in pittura, progettazione artistica per l’impresa-design, scenografia, scultura) e di secondo livello (biennio specialistico in srti visive con indirizzo in grafica, pittura, scenografia, scultura). In tal senso, l’accademia è governata da un consiglio accademico e da un consiglio di amministrazione che incarna l’espressione di un corpo accademico composto da 150 accademici di merito e 150 accademici d’onore, che sono eletti dallo stesso corpo accademico, su proposta di un’apposita commissione, formata dal presidente dell’accademia e da otto membri eletti dal corpo accademico al proprio interno. Gli accademici di merito vengono scelti fra gli artisti che si sono distinti nelle diverse espressioni artistiche, mentre gli accademici d’onore vengono scelti fra coloro che si sono distinti nel campo della cultura e della scienza o tra coloro che si sono resi benemeriti nei confronti dell’accademia stessa. L’albo degli accademici di merito vanta un lungo elenco di nomi illustri (da Henri Matisse a Pablo Picasso), così come lo vanta l’albo dei professori (da Guglielmo Calderini a Gerardo Dottori).

A cura di Paolo Belardi, direttore dell’accademia di Belle arti di Perugia. Info: www.abaperugia.org

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