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Cinema, le uscite

Tra thriller e commedia American Hustle di David O. Russell apre la settimana cinematografica narrando la storia del truffatore Irving Rosenfeld, interpretato da Christian Bale, che assieme alla compagna Sydney Prosser (Amy Adams) viene costretto a lavorare all’interno dell’FBI per l’agente Richie DiMaso, caratterizzato da Bradley Cooper. Un film ben realizzato che intreccia equilibratamente storia d’amore e corruzione politica, nel quale non vengono a mancare colpi di scena ben incastonati a una sceneggiatura dal ritmo incalzante e nel quale resta comunque di prestigio il cameo di Robert de Niro.

Nel ciclo settimanale cinematografico si continua a respirare aria natalizia con l’opera d’animazione distribuita da Notorious pictures basata sulle avventure del gatto Tuono che vive assieme al suo proprietario in una casa che presto verrà messa in vendita. Il castello magico, questo il titolo, diretto da Jeremy Degruson e Ben Stassen è un progetto ben contenuto focalizzato principalmente all’evasione in cui le ricerca di metafore spetta più che altro a uno spettatore più adulto. Può considerarsi un dignitoso esperimento cinematografico riguardante le nuove tecnologie d’animazione che sicuramente fanno buona concorrenza a quelle usate da case produttrici maggiori; un film che scorre in modo fluido e che diverte con immagini realizzate anche con un certo buon gusto dove il gioco di luci e ombre è uno degli aspetti più riusciti in un insieme di gag che divertono seppur in un modo più infantile rispetto alla comicità del film italiano Un boss in salotto per la regia di Luca Miniero in cui Paola Cortellesi ricopre il ruolo di Cristina la quale, dopo essere riuscita a costruirsi una famiglia assieme al marito Michele (Luca Argentero), si ritrova in casa il fratello Ciro (Rocco Papaleo) che deve scontare un periodo di arresti domiciliari perché implicato in un processo di camorra. La pellicola si basa principalmente sulla vecchia contrapposizione che implica il Nord e il Sud e su tutto ciò che ne consegue; tra irriverenti trovate comiche il film si regge primariamente sulle interpretazioni di un cast al quale va riconosciuto il giusto merito di delineare giochi di ruolo caratterizzati da una giusta sintonia e da ritmi attoriali adeguatamente costruiti.

L’aspetto inerente alle qualità recitative trova spazio nell’imponente opera di Lee Daniels, The Butler Un maggiordomo alla Casa Bianca; il regista statunitense torna dopo il bellissimo Precious con un’opera ispirata a una storia vera e che descrive i trent’anni di lavoro di Cecil Gaines, interpreatto da Forest Whitaker, che svolge il ruolo di maggiordomo nella Casa Bianca. È proprio attraverso Gaines che vengono riflessi gli avvenimenti politici e sociali di una buona parte della storia statunitense, fondamentalmente dal 1957 al 1986, in un progetto cinematografico dalla forte impronta autorale che affonda il pensiero narrante all’insegna di uno sfondo caratterizzato delle battaglie civili del popolo afroamericano. Un film asciutto ed essenziale che non perde tempo a rincorrere fronzoli inutilmente sdolcinati e quindi non scadendo in un’emotività senza buon senso; una denuncia rafforzata dalla sceneggiatura dello stesso Daniels e Danny Strong, dal montaggio di Joe Klotz e dalla fotografia di Andrew Dunn, con il risultato di una costruzione filmica commovente ma non vittima di une certa staticità narrativa e che non forza la mano su estremismi che risulterebbero sbilanciati oppure retorici. A completare il tutto l’affiancamento a Whitaker di un cast qualitativamente superbo del quale, tra gli altri, fanno parte Robin Williams, John Cusack, Jane Fonda, Vanessa Redgrave, James Marsden e Oprah Winfrey.

 

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