Con l’arte impressa addosso

Livorno

La mostra Trascrizioni sul corpo a cura di Simona Caramia introietta il tema della fisicità soggettiva all’interno dell’idea più ampia di sistema sociale e politico. La reinterpretazione del corpo come oggetto-soggetto, come tabula rasa pronta a essere impressa su una storia, un vissuto, un’esperienza personale e sociale allo stesso tempo. Realtà unica e molteplice di cui ogni frammento di umanità è testimone e protagonista. Karin Andersen & Christian Rainer, Tania Brassesco & Lazlo Passi Norberto, Giulia Caira, CorpiCrudi, Danilo De Mitri, Antonella Gandini, Robert Gligorov, UrsLüthi, Charlotte Moorman, Orlan, JoSpence, Elvira Todaro, Michele Zaza espongono opere che esprimono una personalissima visione, mentalità, modus vivendi oltre che un’espressività elaborata diversamente sia attraverso la fotografia che il video. Il corpo come territorio da seminare e su cui costruire storie e identità è frutto delle interazioni tra Natura e Cultura, mappa di un itinerario ricco di ambivalenze, contraddizioni, evoluzioni e scoperte. La storia dell’uomo e del mondo, i segni e i simboli con cui comunicare e creare relazione, i progressi tecnologici: tutto è trasportato e trasmesso dal dna di ognuno di noi, in cui l’altro non fa che rispecchiare il sè sommerso, il passato remoto sopito e travolto dall’Io e dal rumore di fondo della società tutta.

L’arte reinterpreta in questa mostra la realtà prima e pià tangibile, lo strumento principe di conoscenza: il corpo (proprio o altrui) che diventa nuova materia da plasmare e su cui intervenire, attraverso il quale veicolare messaggi di grande immediatezza. Una visione simultanea, nella quale si dà d’impatto il riconoscimento dell’altro, della società, del mondo. «Mai l’impronta della sua vita solitaria, alla periferia dei codici strutturali, continua a passare inavvertita nella sua ambivalenza che, incurante del principio d’identità e differenza con ogni codice esprime la sua specularità bivalente, dice di essere questo, ma anche quello. Come significato fluttuante il corpo confonde i codici con quella operazione simbolica che consiste nel comporre quelle disgiunzioni in cui ogni codice si articola quando divide il vero e il falso, il bene e il male, il bello e il brutto, Dio e il mondo, lo spirito e la materia, ottenendo quella bivalenza dove il positivo e il negativo si rispecchiano, producendo quella realtà immaginaria da cui traggono la loro origine tutte le speculazioni)» (Umberto Galimberti, Il corpo, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano 2010).

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