È morto Sacha Sosno, artista dell’obliterazione

Monaco

L’artista francese Sacha Sosno, pittore e scultore d’avanguardia affermatosi con le fotografie obliterate, è morto nel Principato di Monaco, all’età di 76 anni alla vigilia di un intervento chirurgico. Nato a Marsiglia nel 1937 come Alexandre Joseph Sosnowsky (il padre era estone, la madre francese) cresce tra Riga e Nizza, dove nel 1948 scopre la pittura grazie all’incontro con Henri Matisse. Nel 1956 fa la conoscenza di altri due artisti che avranno grande influenza su di lui, Arman e Yves Klein; impressionato dalle monocromie di quest’ultimo, Sosno distrugge le sue prime tele astratte. Dopo gli studi universitari parigini, Sosno collabora alla nascita della rivista Sud-Communications in cui pubblica, nel giugno 1961, la prima teoria dell’Ecole de Nice di cui è stato membro attivo e importante. Tra il 1967 e il 1969 esplora i media come autore, cronista e reporter di guerra, riprende la pittura con le sue prime fotografie obliterate, con il concetto di obliterazione (cacher pour mieux voir) che svilupperà più tardi nella scultura e nell’architettura. Di nuovo a Parigi, nel 1970 partecipa al debutto dell’art video e dell’art sociologique, realizzando le performance e dipingendo su tela fotografica sensibile. Il lavoro di Sosno si basa su figure archetipiche e sulla nozione di memoria collettiva, sempre utilizzando il suo peculiare linguaggio dell’obliterazione. Nel 1978 realizza le prime sculture a Nizza della serie Obliterations de voiture, che ebbero un seguito l’anno dopo a Nuova Delhi. Installazioni di scultura e architettura di Sosno sono presenti in Italia, Spagna, Portogallo, Olanda, Belgio, Germania, Svezia, Svizzera, Liechtenstein, Polonia, Russia, Stati Uniti, Canada, Venezuela, Argentina, Corea del Nord, Giappone, Cina, India e Senegal.