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Parti da un libro

Parti da un libro è un cartellone bianco che tengono in mano chef, ballerine e musicisti; fotografati poi stampati e infine affissi per tutta Roma. Parti da un libro è un consiglio, quasi una minaccia, nonché lo spot per la dodicesima edizione di Più libri più liberi; uno spot così vago e peregrino da essere oggetto di infinite interpretazioni. Ma è Enrico Iacometti, coordinatore e fondatore della fiera dedicata alla piccola e media editoria che chiarisce il concetto: «I nostri creativi li capisco poco, provo sempre a dare una mia visione al messaggio: in questo caso il libro viene visto come la base della nostra cultura, il centro di tutto, un po’ come la fanteria in un esercito, la parte più numerosa, quella fondamentale ma di cui nessuno parla». Inizia così la presentazione del programma che come ogni anno puntuale dal 5 all’otto dicembre invade gli spazi del palazzo dei Congressi all’Eur. «Ho un unico dispiacere – continua Iacometti – pensavo a una crescita ma non ci è stata. Questa fiera è solo agli inizi, ci sono progetti e idee che ancora non possono essere realizzati per mancanza di fondi. L’editoria deve cambiare – aggiunge – non credo che l’ebook sostituirà la carta, negli Stati Uniti c’è già una controtendenza, ma penso che la cambierà come la televisione ha fatto con il cinema».

I nomi e i numeri della fiera del resto parlano da soli: 743 espositori, 900 ospiti, oltre 300 eventi e 50mila visitatori previsti. Continua poi Più libri in più luoghi, manifestazione che precede l’evento e che porta in giro per la città incontri e libri. Porte aperte per molte redazioni di case editrici capitoline e non come Giunti, Lapis, L’orma e Nutrimenti; passeggiate letterarie dove una guida ripercorre i luoghi di Roma che hanno segnato la fantasia di Pirandello, Pasolini, Elsa Morante, Giocchino Belli e Moravia. Ancora: incontri con gli scrittori al Maxxi e al Macro, collaborazioni con Eataly e con molte librerie indipendenti e biblioteche della capitale in un programma denso dal 27 novembre all’otto dicembre.

E poi la fiera vera e propria, un evento unico in Italia per gli operatori del settore, almeno così sostiene Fabio Del Giudice, direttore di Più libri più liberi, che aggiunge «Da Milano ci odiano perché gli facciamo saltare il fine settimana di Sant’Ambrogio e vengono comunque. Ecco, questo credo dia la misura della nostra forza». Sono molti i nomi e gli eventi che coprono tutto l’arco della tre giorni, partendo dalle 10 della mattina e giù  fino alle 19 con presentazioni di libri, incontri con gli autori e discussioni. Corposo anche il programma dedicato all’editoria per ragazzi che ha nella fiera un’ottima rappresentanza dove agli scrittori si succedono anche illustratori come Roberto Innocenti. Elencare gli ospiti sarebbe noioso e inutile (c’è sempre il programma qui) ma possiamo ricordare che oltre all’immancabile Andrea Camilleri, ci sono nuovi scrittori come Giorgio Vasta, Christian Raimo e Vanni Santoni, oppure il punto sulla poesia contemporanea con Giulio Maffii e Giorgio Linguaglossa. Non manca lo spazio dedicato al presente con, fra i tanti, Paolo Borgognone e Lucio Villani.

Indagati anche linguaggi paralleli alla letteratura: il fumetto, la musica e il cinema. Allora ecco Max Pezzali, Roy Paci, Renzo Arbore per le sette note, mentre per il grande schermo Pierfrancesco Favino, Paolo Virzì e Francesco Scianna.  Non potevano mancare i fumettisti Zerocalcare e Gipi. Viene commemorato nel cinquantesimo anniversario di nascita, il Gruppo 63 che porta all’Eur uno dei suoi esponenti: Nanni Balestrini. Rimane insomma da chiarire un problema: se, come dice Del Giudice, noi gente di lettere siamo simili ai musicisti del Titanic che continuano a suonare mentre la nave affonda; lui sostiene non sia così, noi lo speriamo.

Fino all’otto dicembre; palazzo dei Congressi, piazza John Fitzgerald Kennedy, Roma; info: www.piulibripiuliberi.it

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