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Anarchia in blocchi di marmo

Propaganda of the deed. I protagonisti dell’azione anarchica si inseriscono nella seconda edizione di Database, progetto di ampio respiro che raccoglie in sé mostre e attività culturali, ideato e realizzato da Ars gratia artis in collaborazione con il comune di Carrara. La personale dell’artista statunitense Sam Durant (1961, Seattle) – prodotta da Franco Soffiantino e curata da Federica Forti – torna a Carrara, dopo le esposizioni al Macro di Roma, e presenta un progetto scaturito dalla partecipazione dell’artista alla XIV Biennale di scultura di Carrara, durante la quale si è trovato a stretto contatto con i laboratori artigiani e la storia socio-politica della città. Durant nasce come artista multimediale impegnato attivamente in varie tematiche, da quelle sociali alle politiche e culturali. La sua passione per la storia lo porta creare legami profondi con i territori in cui opera e a modellare lo stile stesso della sua produzione artistica, esplorando le relazioni tra cultura e politica locale e le più diverse manifestazioni dell’identità dei luoghi.

A Carrara, l’artista si è imbattuto nella storia del movimento anarchico, a cavallo tra XIX e XX secolo, intrinsecamente legata all’estrazione del marmo. È proprio qui infatti che hanno avuto i natali importanti esponenti del movimento nazionale e internazionale, uno fra tutti, Gino Lucetti, noto per il fallito attentato a Mussolini, a cui furono dedicati il battaglione Lucetti e una piazza nel centro di Carrara. Anche Renzo Novatore (di Arcola), poeta futurista, ed esponente di punta della frangia individualista del movimento nella provincia della Spezia. Queste e a altre le personalità ritratte (quali Errico Malatesta, Carlo Cafiero, Francesco Saverio Merlino, Marie Louise Berneri), di cui sono esposti anche documenti e testi scritti scelti dall’artista. I busti marmorei, monumentali, incompliuti, sono muti ma espressivi testimoni di una storia senza fine di un ideale votato all’azione per la libertà. I ritratti sono affiancati da riproduzioni di casse di dinamite: opere in marmo che fissano in un tempo immobile ed eterno la storia di luoghi, persone, mentalità e territori profondamente sentiti dall’artista.

Le opere, incompiute, volutamente ricordano l’utopia del pensiero anarchico, ma anche l’incredibile attualità di uno spirito ancora oggi vivo e quasi palpabile. Le didascalie delle opere ricordano tutti gli artigiani e lo staff del laboratorio che hanno collaborato alla realizzazione del progetto e una sala è interamente dedicata all’installazione del laboratorio di scultura Telara studio d’arte, esattamente come si è conservato dopo la lavorazione delle opere di Durant: i modelli in gesso delle teste dei personaggi anarchici, fotografie fornite dall’artista per la realizzazione dei modelli in creta, strumenti di lavoro, esposti in questa occasione allo scopo di documentare le varie fasi della lavorazione. Il percorso espositivo offre, infine, un focus sul movimento carrarese che comprende la proiezione del film documentario Non son l’uno per cento (2006) del regista Antonio Morabito.

Fino al 25 novembre; Centro arti plastiche, via Canel del Rio, Carrara; info: www.database-carrara.com

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