Canova, l’ultimo capolavoro

Torna alla luce l’ultimo Canova, una scoperta straordinaria che permette di ricostruire la fase creativa finale del maestro veneto, interprete principale dello spirito neoclassico. La mostra Canova. L’ultimo capolavoro. Le metope del Tempio curata da Fernando Mazzocca e Matteo Ceriana diventa allora l’occasione perfetta per riscoprire l’ultima produzione scultorea di colui che diede nuova vita allo stile classico. Alle Gallerie d’Italia di piazza Scala – grazie ad un recente restauro congiunto allo studio di documenti storici – esposti i modelli originali per le prime sei metope in gesso: fragili pannelli decorati a bassorilievo ispirati a episodi dell’Antico e del Nuovo testamento che avrebbero dovuto ornare il pronao del tempio canoviano di Possagno, cittadina natale dello scultore. Lo scultore iniziò a lavorare ai modelli delle metope nel dicembre del 1821 e già nell’aprile del 1822 ne inviò sette dallo studio di Roma all’accademia di Venezia, dove altrettanti scultori, scelti tra i migliori allievi dell’accademia stessa, avrebbero dovuto iniziato a realizzarne la versione in marmo, passaggio che però non avvenne mai. La morte dell’artista, sopraggiunta il 13 ottobre 1822, impedì allo scultore di portare a compimento il progetto, che prevedeva in tutto 32 fregi.

In mostra, accanto ai sei bassorilievi del tempio, sono presentati i sette disegni preparatori provenienti dal museo civico di Bassano del Grappa tutti testimoni del nuovo interesse di Canova per i temi biblici e cristiani. Spiega infatti Fernando Mazzocca: «Questo ritrovamento permette di comprendere meglio l’evoluzione finale canoviana: nello stile c’è una svolta, lo scultore si ispira ora ai cosiddetti primitivi, alla scultura del primo rinascimento fiorentino, Donatello, Ghiberti. Ne trae una bellezza pura, immacolata, in accordo alla parallela svolta nei contenuti che non sono più quelli della mitologia classica, dominante nelle opere precedenti, ma si ispirano alla religione cristiana». Una fonte importante che permette di contestualizzare meglio il confronto con il Medioevo e il primo Rinascimento è rappresentata dai due esemplari, provenienti dalla Biblioteca Braidense, dell’Atlante illustrato della Storia della scultura di Leopoldo Cicognara, storico dell’arte e amico di Canova che completano esaustivamente l’esibizione. La mostra trova una sede ideale nelle sale della sezione Da Canova a Boccioni delle Gallerie di piazza Scala, nelle quali sono esposti i bassorilievi Rezzonico di collezione fondazione Cariplo. Tale collocazione consente un confronto diretto tra la produzione giovanile ispirata all’antichità classica e opere le realizzate prima della morte.

Fino al 6 gennaio, Gallerie d’Italia, piazza della Scala 6, Milano. Info: www.gallerieditalia.com