La giocosa leggerezza di Wal

Fino al 30 novembre è esposta nella sede di Milano della galleria Centro Steccata la mostra Wal ovvero il rinnovabile mistero della stupefazione, una selezione di sculture, dipinti e disegni che caratterizzano la ricerca di Wal (Walter Guidobaldi) dagli anni Ottanta a oggi. Per molti di coloro che erano ragazzi tra gli anni Cinquanta e i Sessanta il mondo del fumetto accoglieva e dispensava tutte le fantasie che ultimamente vengono invece elargite da internet, proprio da qui parte la mostra da quelle prove in ambito fumettistico che sfoceranno nell’adesione al gruppo dei Nuovi-nuovi di Renato Barilli, fino ai futuristici vortici di api, un turbine di gesti e di segni che si placheranno nell’astrazione geometrica che dal 1987 va a occupare il corpo stilizzato di animali ritagliati nel legno. A partire dal 1990 avviene poi l’ultima e decisiva rivoluzione creativa con l’entrata in scena di quel putto che diventa il protagonista assoluto delle opere sue e che conquista un ruolo principale anche nell’attuale esposizione: «Wal trova che sia giunta l’ora di dare corda, anzi fiato, aria a quel protagonista capriccioso e imperioso che lo assedia fin dall’inizio – spiega Renato Barilli – anche se finora non si è mai mostrato allo scoperto: un putto pretenzioso, irriverente, malizioso, ma nello stesso tempo tanto dolce e paffutello come si conviene a ogni bambino».

Il putto è protagonista nelle tele, nei disegni, negli acquerelli ma soprattutto nelle sculture realizzate prevalentemente in terracotta smaltata, ma anche risolte in bronzo e in vetroresina; questa è una felice sorpresa per gli adulti che si trovano al cospetto di simili interpreti che rappresentano un nostalgico “passato dell’infanzia, di ciò che si poteva impunemente fare o pensare”, così scrive Luciano Caprile nel suo saggio del catalogo che accompagna la mostra. L’autore ci invita al sogno e alla stupefazione, alla riconquista di un mondo smarrito da rivisitare con nostalgica ironia. In una fitta successione di immagini questo fanciullino viene immortalato in maniera sempre diversa, sta a volte in un atteggiamento giocoso sostenuto da una tartaruga in Rabdomante, oppure candidamente abbracciato a una sfera dorata in Tesoro o ancora intento a tuffarsi sul pallone ovale usato nel rugby nell’opera InMeta.

Fino al 30 novembre; galleria Centro Steccata, via Pietro Maroncelli 10, Milano; info: www.centrosteccata.com