UNPÒPORNO

Porno sì, ma con stile

Signori e Signore, inchinatevi davanti alla regina del porno chic. Per chi ancora non la conoscesse, si chiama Ellen Von Unwerth e di professione fa la fotografa e la regista, nonostante da giovane abbia lavorato a lungo come modella. Tedesca d’origine, è richiestissima nel mondo della moda per i suoi celebri fotoreportage, da quando si è resa nota al pubblico con un servizio di Guess Jeans dedicato a Claudia Schiffer. Dopo dieci anni di carriera alla luce dei riflettori, ha deciso di passare al lato opposto dell’obiettivo fotografico e di concentrarsi sull’erotismo femminile, scegliendo tagli e ambientazioni sempre fuori dall’ordinario. È forse a questo che deve il suo successo nel mondo dell’haute couture, del quale non ha mai perso l’impronta stilistica.

Donne giovani e bellissime in pose spinte, che non perdono mai il loro charme, ma, al contrario, si distinguono per la loro classe ed eleganza. Brave ragazze in pose equivoche che sembrano mostrare le loro grazie con noncuranza, senza mai abbandonare l’aplomb da signore di classe. Se le foto di Ellen Von Unwerth si potessero collocare in un girone infernale, il loro vizio capitale sarebbe quello della lussuria. Le atmosfere, che sembrano provenire direttamente da un film di Sofia Coppola, così barocche e ovattate, fanno pensare alle notti brave trascorse dalle vip hollywoodiane tra i fumi dell’alcol e della droga. Frustini sadomaso, giarrettiere, stivali di pelle, maschere, dietro le quali si celano le identità di dive ammiccanti, di icone del cinema note al pubblico per la loro vita sregolata all’insegna del vizio e della dissolutezza. Fino al 9 novembre la Acte 2 galerie di Parigi mette in mostra una serie di suoi scatti inediti, ispirati al feticismo underground dei giochi di ruolo. L’esposizione, intitolata Little Beast, non fa riferimento al rapporto perverso tra uomo e animale, quanto piuttosto al travestitismo fetish, sexy e sensuale della donna e al rapporto tra dominazione e sottomissione in ambito sessuale. Lunghe orecchie, guinzagli, giarrettiere, indossate da eleganti femmes fatales all’interno di abitazioni extralusso, il tutto immerso in un bagno di colore rosa che contribuisce a rendere l’ambientazione ancora più surreale e rarefatta.

Come tante giovani Marie Antoinette, queste donne di buona famiglia non si agghindano più, come nell’800, con bustini ricamati e mutandoni a vita alta, ma indossano costumi in lattice dai colori pastello, diventando eccentriche cagnoline e conigliette. Niente a che vedere con la femminilità rotonda e burrosa delle pin-up di playboy, queste donne sono piccole bestie, che si mostrano senza alcun pudore come donne del proprio tempo, giocano per provocare, dimostrando come si possa essere erotiche e seducenti senza bisogno di avere un seno formoso e senza essere totalmente svestite. Veli, bustini glamour, piume di struzzo e parrucche stravaganti, collocano questa nuova serie di fotografie al limite del kitsch, un gusto che aderisce perfettamente alle situazioni che l’artista vuole evocare. Nessun giudizio morale, solo divertimento e sfarzo, perché si sa, la lussuria è un peccato ma di cui tutti siamo colpevoli, chi più, chi meno.

Fino al 9 novembre, Acte 2 Galerie, 41 rue d’Artois, Parigi; info: www.acte2galerie.com

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