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Un Apollo ritrovato divide i palestinesi

Protetto dalla sabbia per ben 25 secoli, riaffiora dalle acque una statue di Apollo a grandezza naturale risalente al periodo ellenistico e in perfette condizioni. A recuperare casualmente il reperto un pescatore di Gaza, che credendola in oro, ha nascosto la statua dentro casa per poi privarla di un dito da poter far valutare da un intenditore. Grande la delusione del pescatore nello scoprire che la statua dallo straordinario valore archeologico in realtà è soltanto di bronzo. La notizia cattura l’attenzione delle spie di Hamas che arrestano il pescatore e si prendono l’Apollo. La riproduzione in arte di un’effigie umana e per giunta nuda è inaccettabile per gli integralisti islamici e deve sparire, deve essere venduto. L’Apollo stimato sui 20-40milioni di dollari sembra già essere stato puntato da un importante museo americano. «Se esce dalla Striscia non la prendiamo più, perchè la Palestina non è ancora uno stato e non siamo ammessi nell’Interpol: anche se scoprissimo nelle mani di chi andrà non potremmo mai riaverla indietro» afferma su Repubblica, Hamdan Taha viceministro per la Cultura e le Antichità dell’autorità nazionale palestinese. È importante quindi farlo conoscere alla gente per far sapere al mondo delle sue origini e di come la Striscia di Gaza si un «eldorado per gli archeologi».

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