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Arriva Liquid landscape

Quando arte e realtà si confondono la tecnologia entra in gioco amplificando percezioni e sensazioni. Esperienza cognitiva e dati elaborati digitalmente, un paesaggio quotidiano che si estende, diventa fluido, multiforme grazie alla stratificazione dei linguaggi, alla rielaborazione di immagini e suoni. Ruota intorno a questo fil rouge la quarta edizione di Digital life, Liquid landscapes prodotto da Fondazione Romaeuropa in partnership con Telecom Italia e creato insieme alla regione Lazio, il Macro, il comune di Roma e il Maxxi.

Installazioni multimediali, video e opere interattive conducono in un viaggio scandito da 28 lavori esposti dal 10 ottobre al primo dicembre negli spazi del Macro Testaccio che quest’anno presenta anche lavori di artisti provenienti dall’istituzione francese partner del progetto Le Fresnoy – Studio national des arts contemporains, che dal 1997 forma studenti nell’ambito delle arti audiovisive e mediatiche. A fare eccezione l’opera di Daniele Puppi, Happy Moms inedito realizzato appositamente per l’occasione e ospitato fino al 10 novembre al Maxxi. Nell’installazione video l’artista entra in relazione con le superfici del museo facendo dialogare immagine, mezzo artistico e spazio espositivo, approfondendo l’ingadine sulla frantumazione dell’esperienza visiva, sul suono e sul movimento. A corredare l’evento un ciclo di incontri in programma all’Opificio Telecom Italia.

The world you know e The world you own sono le due sezioni che suddividono i lavori esposti. La prima racchiude le opere che affrontano i temi della città e dei suoi mutamenti, del paesaggio costruito attraverso dati storici, culturali e geografici. Ad accoglierci tra i video del padiglione, Rbsc01 di Mattia Casalegno la scultura cinetica di materiali ecosostenibili capace di produrre un alimento commestibile. Mutations of matter di Carlos Franklin e Roque Rivas che affrontano lo spazio congestionato di New York con uno sguardo vergine, una città ideale e idealizzata fatta di icone, per studiare l’interazione di grattacieli monumentali e persone. Riflettono sul tema della distruzione il video Ligne verte di Laurent Mareshal che immagina con una visione profetica l’abbattimento del muro che separa Israele e Palestina operato da una natura intesa come elemento di continuità. The flood, the wind, destruction, le 3 foto di Du Zheniun. Le nuovi torri di Babele, monumenti delle ceneri della società, immagini prese da internet e poi rielaborate tramite il collage sul tema dell’abbattimento delle frontiere apportato da internet e dalla globalizzazione. L’Empire di Aurelien Vernhes e Lermusiax, un’opera interattiva sulla memoria dei luoghi e delle città abbandonate. Marco Maria Giuseppe Scifo con In Nubibus project room, 169,26 m³ che invita a un nuovo rapporto tra uomo e natura proiettando disegni a grafite su uno specchio che riflette le immagini ribaltate e in movimento su un tappeto di sale marino. Una ricerca per uno spazio espanso il cinema a 360° in 3more60° di Pietro Babina che grazie ad un software americano fornisce una nuove idea di rappresentazione.

In The world you own lo studio di fenomeni fisici e l’uso della tecnologia restituiscono un’idea rinnovata del paesaggio. Roberto Pugliese con Unità minime di sensibilità. Un centinaio di speaker per 100 suoni diversi e casuali che si modificano in base alle condizioni climatiche, un lavoro questo in cui la parte elettronica diviene opera stessa. Le geometrie sospese di Carlo Bernardini che utilizza fibre ottiche per trasformare e disegnare uno spazio dotato di fisicità scultorea e di libertà data dalla luce. Le opere di Paul Thorel, lavori sullo sfuggente, su morbide linee che da lontano rivelano i lineamenti dei volti e da vicino scoprono paesaggi. Le installazioni di Donato Piccolo che tramite lo studio dei fenomeni fisici e naturali, dei rapporti di causa effetto, ne evidenzia l’aspetto emozionale dando volto al suono. A indagare il suono lavorando sui tempi della natura i Quiet Ensemble che pongono l’attenzione sull’universo dei piccoli organismi.

Il comitato artistico di Digital Life 2013 è composto da Monique Veaute, presidente della Fondazione Romaeuropa, Fabrizio Grifasi, direttore della Fondazione Romaeuropa, Alain Fleischer, cineasta, fotografo nonché direttore di Le Fresnoy, Bartolomeo Pietromarchi, curatore e critico d’arte e Daniele Spanò, artista e consulente artistico Fondazione Romaeuropa.

Dal 10 ottobre al 1 dicembre Macro Testaccio; Dal 10 ottobre al 10 novembre Maxxi; info: www.romaeuropa.net/it/digitalife4.html

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