Robert Capa in Italia

Settantamila scatti per catturare i maggiori conflitti mondiali, novecentotrentasette quelli più caratteristici ed esemplari custoditi a New York, Tokyo e Budapest per le tre serie identiche le master Selection I, II e III. Settantotto quelli selezionati per la mostra Robert Capa in Italia 1943-1944 che palazzo Braschi ospita nei suoi nuovi ambienti espositivi fino al 6 gennaio 2014. La resa di Palermo, la distruzione della posta centrale di Napoli, il funerale delle giovani vittime delle Quattro giornate di Napoli. La gente che fugge dalle montagne vicino Montecassino dove i combattimenti si fanno più aspri, gli alleati accolti a Monreale dalla gente o in perlustrazione in campi offuscati dal fumo. Immagini in bianco e nero da luglio 1943 a febbraio 1944 quando Capa arriva in Italia come corrispondente di guerra e si sofferma sulla vita dei soldati e dei civili dallo sbarco in Sicilia fino ad Anzio. Sono scatti che arrivano direttamente all’anima, immagini prive di retorica che raccontano di gente comune, di tanti piccoli paesi e realtà che durante la guerra si riconoscono senza distinzione sotto l’immagine unificante delle macerie e delle vittime.

«Se le tue fotografie non sono all’altezza, non eri abbastanza vicino» aveva confessato Capa. Una vita vissuta sui campi di battaglia non per combattere ma per raccontare attraverso le lenti dell’obiettivo la guerra e i suoi diversi risvolti vista con gli occhi di quell’uomo considerato il padre del fotogiornalismo. «Capa sapeva cosa cercare e cosa farne dopo averlo trovato. Sapeva, ad esempio, che non si può ritrarre la guerra, perché è soprattutto un’emozione. Ma lui è riuscito a fotografare quell’emozione conoscendola da vicino» spiega John Steinbeck in occasione della pubblicazione commemorativa di alcune sue foto. Vita intensa ma fatta di solitudine tipica forse di chi ha quella giusta delicatezza mista a coraggio per arrivare al cuore delle cose. Capa era «dotato di tutte le qualità indispensabili al giornalista di grande professionalità. A queste si aggiungevano le doti di un grande artista: forte sensibilità, capacità di riconoscere e scegliere temi, senso della composizione» afferma la curatrice della mostra Beatrix Lengyel.

L’esposizione oltre a celebrare il settantesimo anniversario dello sbarco degli Alleati, festeggia il centenario della nascita di questo grande maestro della fotografia ungherese. Dal 10 gennaio al 30 marzo 2014, Robert Capa in Italia 1943 – 1944 raggiungerà gli spazi del Museo nazionale Alinari della fotografia di Firenze.

Fino al 6 gennaio 2014, Museo di Roma palazzo Braschi, piazza San Pantaleo, Roma 10 info: www.museodiroma.it