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Fotografia come sottrazione

I ritratti catturati a Mosca, Istanbul, New York e stampati su grandi tele di Leo Rubinfien che raccontano di rabbia e innocenza perduta in Wounded cities, il lavoro quasi di spionaggio, al limite con il fotogiornalismo, di Paolo Pellegrin che in Another country indaga le terre periferiche degli Stati Uniti catturando la desolazione di una guerra silenziosa. E ancora, i panorami metafisici di Jeff Wall, Aline Diépois & Thomas Gizolme e Guy Tilim che si affiancano a quelli più materialistici di Guido Guidi in A new map of Italy. La XII edizione di Fotografia, festival internazionale di Roma torna a invadere la capitale con il tema scelto quest’anno: la Vacatio, da intendersi come sospensione e assenza. Attraverso il suo ricco programma che contempla duecento fotografi e duemila fotografie, offre così al visitatore tante occasioni per riflettere sul suo personale senso di sottrazione e astrazione.

«Quando abbiamo iniziato a lavorare a questa nuova edizione a fine 2012 e inizio 2013 – racconta il direttore artistico Marco Delogu in conferenza stampa – la situazione politica, economica e sociale italiana era particolarmente complicata; in realtà non è che oggi vada meglio, anzi. Così, con un forte richiamo all’attualità, il tema Vacatio si è imposto fino a divenire uno stadio mentale. Abbiamo quindi cercato di capire come questa tematica dell’assenza, della sospensione, si potesse rapportare con la fotografia. Un parallelo difficile ma entusiasmante. Questa edizione del festival vuole anche essere una riflessione sull’atto del fotografare in relazione alle nuove tecnologie e sul concetto di sottrazione. Sono felice del risultato ottenuto e del fatto che stiamo migliorando l’esperienza degli anni passati, sempre con un rinnovato entusiasmo».

Il vasto circuito del festival, che ha il suo cuore nel Macro di via Nizza, porta a Roma i protagonisti più rappresentativi della scena internazionale, tra cui il vincitore del premio Henri Cartier Bresson  Patrick Faigenbaum (leggi l’articolo) che espone a Villa Medici e inaugura oggi il ciclo di incontri con gli autori. Accanto alle molte esposizioni sono previsti infatti incontri, letture, workshop e uno spazio dedicato all’editoria indipendente. Interrogandosi su quanto la fotografia possa spaziare anche in territori non reali, non mancano richiami a terre e spazi, anche temporali, lontani. Suggestivi gli scatti in bianco e nero che raccontano il divenire della struttura progettata da Odile Decq in Ritratto di quartiere, dallo stabilimento birra Peroni al Macro, a cura di Carolina Pozzi e Saverio Verini, in collaborazione con l’archivio storico birra Peroni e gli scatti rarefatti degli ambienti ovattati ad opera di Yasuhiro Ogawa in Yuki – Winter Journey a cura di Manuela De Leonardis.

Fotografia, festival internazionale di Roma

Dal 5 ottobre all’8 dicembre,

Macro (via Nizza, 138) e varie sediRoma. Info: blog.fotografiafestival.it

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