La grande avventura

Con la sua cornice gialla che inquadra suggestive immagini provenienti dai luoghi più sperduti del pianeta, National Geographic è una rivista tra le più riconoscibili. E amata, da molti anni: ben 125 per l’esattezza. Nel 1888, infatti, un nutrito gruppo di uomini fondò a Washington la National Geographic society con l’obiettivo di diffondere la conoscenza geografica tra più persone possibili. In pochi anni la società sarebbe diventata una delle organizzazioni a carattere scientifico tra le più conosciute e stimate. Oggi quelle fotografie, sempre così piene di vitalità e fascino, fanno parte della corposa mostra La grande avventura, ospitata al Palazzo delle Esposizioni di Roma fino al 2 febbraio 2014: un occasione per festeggiare anche i 15 anni di National Geographic Italia.

«Molti – dichiara il curatore Guglielmo Pepe – forse i più, ritengono National Geographic una rivista di fotografia. Sì, lo è. Ma solo in parte. Perché mensilmente pubblica articoli di studiosi, ricercatori e giornalisti, di prima qualità. Che mi hanno aiutato anche a conoscere i più vari ambienti naturali e a capire la vita animale, le particolarità degli habitat, la bellezza e le difficoltà di tante specie, alcune delle quali rischiano l’estinzione. Attraverso pagine intense sono stato coinvolto da un inesauribile racconto del pianeta che, insieme ai “servizi” sulla ricerca, sulle esplorazioni, sulla scienza, rappresenta l’anima più appassionante, più profonda di un periodico che, nell’era tecnologica dell’informazione in tempo reale, è ancora in grado di stupire e di meravigliare i lettori. E di emozionare. Con La grande avventura cerchiamo di riportare al maggior numero di persone questa essenza di National Geographic», conclude il curatore.

La mostra presenta un percorso espositivo semplice e lineare, senza fronzoli che, comunque, nulla di più potrebbero apportare alla ricchezza narrativa ed estetica delle 125 immagini proposte e selezionate tra le migliaia scattate nel corso dei decenni. Animali colti nei momenti più significativi della loro selvaggia esistenza e panorami mozzafiato catturati dagli obiettivi di professionisti che più che fotografi erano avventurieri. E in mezzo compare anche l’uomo che, con la sua specie unica, partecipa al ritratto colare della Madre Terra. «Non so se vedendo la mostra – continua Pepe – potrete cogliere un altro messaggio. Ma c’è, ed è questo: noi siamo gli esseri più intelligenti del Pianeta, però non i migliori. Dobbiamo avere maggior rispetto nei confronti degli altri esseri viventi, perché il destino di Madre Terra è in primo luogo nelle nostre mani. Non ci è permesso di ignorare, o fingere di ignorare, che non siamo i padroni. Ricordiamoci che il patrimonio che abbiamo a disposizione non è inesauribile. Dunque se dopo la mostra vedrete con occhi diversi – più empatici, più comprensivi – tutte le specie viventi, sarà missione compiuta. E vorrà dire che la speranza di avere un mondo migliore è ancora viva».

La grande avventura, dal 28 settembre al 2 febbraio 2014

Palazzo delle Esposizioni, Roma, info: www.palazzoesposizioni.it

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