L’edificio Cassa di risparmio di Merano diventa, a partire da oggi, contenitore, per poco più di un mese, di opere di vario tipo, per ospitare la mostra Il mondo degli oggetti. Emblema di quell’accumulazione di merci di peculiarità capitalistica di cui parlava Marx, il titolo dell’esposizione, a cura di Heinrich Schwazer, porta con sé un significato tanto vasto quanto ambizioso: quello di creare un percorso verosimile attraverso il nostro secolo, definito per eccellenza il secolo degli oggetti, delle immagini, del consumismo.
Come vengono rappresentati gli oggetti in arte? Qual è il loro ruolo nella società contemporanea? Com’è cambiato il significato che attribuiamo all’oggetto? Il curatore si pone tutti questi interrogativi, cercando di indagare questo cambio di prospettiva, riflettendo su come però a oggi persista immutata la voglia dell’artista di rappresentare la realtà che lo circonda, ispirandosi a essa. L’idea per la collettiva trae spunto dai video di due diversi artisti contemporanei. Il primo video s’intitola Still life, del 2001, di Sam Taylor Wood. Sì, proprio lei, l’artista londinese che è stata scelta come regista per dirigere la futura trasposizione cinematografica di un altro oggetto cult lanciato sul mercato lo scorso anno, il romanzo erotico di E. L. James 50 sfumature di grigio. Più che un video è un tableau vivant inizialmente fermo sull’immagine ispirata a una natura morta caravaggesca, che poco a poco inizia un processo di decomposizione pittorica e organica. Un cesto di frutta e una penna bic in primo piano, filmati per mostrare come gli oggetti siano inesorabilmente logorati dall’implacabile scorrere del tempo. Il secondo video, frutto di una lunga serie di esperimenti, s’intitola Der lauf der dinge, il corso delle cose, di Peter Fischli & David Weiss, divertente e tragico al contempo, illustra come una piccola concatenazione di eventi possa portare all’autodistruzione degli oggetti. Alla maniera del celebre omaggio a New York, in cui Jean Tinguely in un happening portava all’autodistruzione la sua installazione, anche questo video si potrebbe definire un simulacro della catastrofe.
Quest’esposizione, attingendo dal panorama figurativo e dalla cultura oggettuale, segue fedelmente le tracce della storia artistica contemporanea che ci ha condotto ai giorni nostri. Attraverso artisti come Gino Alberti, John Baldessari, Julia Bornefeld, Giovanni Castell, questa retrospettiva ripercorre quelli che sono stati i simboli condivisi dell’oggettificazione dell’arte, dagli objets trouvés surrealisti ai ready made dada, agli accumuli nouveaux realistes fino alla vorticosa moltiplicazione delle serigrafie pop. L’opulenza, il consumo, la sovrabbondanza di oggetti sono il simbolo della cultura contemporanea materiale e, come tali, sono ancora tema di rappresentazione per gli artisti d’oggi che indagano la realtà sotto diverse forme rispetto al passato.
Fino al 3 novembre, Il mondo degli oggetti, Merano arte, edificio Cassa di Risparmio, via Portici 163, Merano; info: www.kunstmeranoarte.org


