L’artista statunitense Jack Beal, esponente di spicco del New Realism, è morto nella sua casa di Oneonta (New York) all’età di 82 anni. Con i suoi nudi pensierosi, con le sue dense e dettagliate nature morte e con i suoi quadri che mescolano antichi miti e vita moderna, Beal ha contribuito in maniera determinante a definire tra gli ’60 e ’70 la corrente del nuovo realismo americano. Beal ha fatto parte di un gruppo di giovani pittori newyorchesi che ha rinnovare l’arte figurativa in senso realista, rigettando l’approccio psicologico e onirico del movimento dell’Abstract Expressionist. Le sue pitture realiste sono visibili nelle Allen Frumkin Galleries di New York e Chicago e in una dozzina di altre gallerie tra Boston, Miami, Los Angeles, Ottawa e Parigi. I suoi quadri sono esposti in numerosi musei americani, tra i quali il Whitney Museum of American e il Virginia Museum of Fine Arts. Beal è famoso per le sue grandi opere con minuziosi paesaggi e le nature morte. Tanti anche i suoi lavori monumentali, come The History of Labor, una serie di quattro murali dipinti tra il 1974 e il 1977 per il Labor Department’s Headquarters di Washington. Beal è l’autore anche del murale The Return of Spring, trasposizione in chiave moderna del mito di Persefone, che illustra il suo ritorno dagli Inferi coincidente con l’arrivo della bella stagione, realizzato per la nuova stazione della subway di Times Square a New York (2001). L’artista nello stesso luogo ha poi realizzato The Onset of Winter, ossia l’inverno entrante, che rappresenta il momento in cui Persefone discende agli Inferi, ovvero mentre è intenta a scendere le scale che immettono nella subway. La scena si sviluppa davanti a una folla multietnica dove spiccano i volti dell’artista stesso e di alcuni suoi illustri amici, sotto gli occhi di un operatore impegnato a filmare l’evento per ricordarci della vicinanza di Broadway.


