Maria Cristina Carlini, fare secondo natura

Roero (Cn)

Il Castello Reale di Govone, ospita nelle sale e nel parco, la personale Maria Cristina Carlini. Fare secondo natura a cura di Martina Corgnati. La mostra mette in luce lo stretto legame estetico dell’artista con la natura e con i suoi elementi intesi come fonte di inesauribile ispirazione. Le opere esposte infatti esprimono la poetica della scultrice attraverso forme che rimandano alla materia primordiale al suo evolversi e trasformarsi in creazioni artistiche. Un lavoro paziente quello della Carlini dove la materia si lega ai rituali dell’acqua, alla terra e al fuoco e rimanda al pensiero, all’elaborazione di idee che evolvono per poi concretizzarsi in opere d’arte. Grès, acciaio corten, resina, legno di recupero, lamiera, ferro sono i materiali che Carlini predilige e che prendono forma in sculture monumentali ed in opere di medie e piccole dimensioni. Nel parco spiccano, tra gli altri, i due imponenti inediti: Vento, un vertiginoso ventaglio alto quattro metri e mezzo, e Samurai, entrambi realizzati prevalentemente con legno di recupero e acciaio corten, istituiscono un nesso imprescindibile con il mondo naturale, così come Legni e Cerchi entrambi del 2012. La loro solennità e robustezza coesistono con l’equilibrio, con la curata armonia delle forme e creano un intimo dialogo con l’ambiente circostante. Un messaggio diverso è quello di Chernobyl un’installazione di alberi stilizzati in ferro, alta oltre tre metri, che denuncia i danni inflitti dall’uomo alla natura, ricordando allo stesso tempo l’importanza dei valori ambientali.