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Un siciliano a Pavia

L’epitaffio inciso sulla tomba del poeta latino Virgilio a Napoli recita la celebre frase: “Mantua me genuit, Calabri rapuere” (Mantova mi generò, la Calabria mi rapì); la mostra di un altro poeta dei giorni nostri, Franco Battiato, s’intitola invece Jonia me genuit. Il titolo fa riferimento alla piccola città siciliana di Riposto, chiamata Jonia durante il periodo fascista, che ha dato i natali al cantante, che la omaggia con una personale a Pavia a Palazzo Broletto. Pare essere di gran moda per un cantante, oggi come in passato, dedicarsi alla pittura come seconda professione. Battiato vi si cimenta sin dagli anni ’90 e difatti, già nel 2009, la banca popolare di Lodi è stata sede della sua personale Prove d’autore, in cui erano esposte alcune tele da lui realizzate alla fine degli anni novanta, curata da Elisa Gradi, la quale in quell’occasione aveva detto: «Battiato non è un pittore, piuttosto è un uomo che dipinge». Personaggio eclettico, scrittore di testi musicali raffinati, Battiato è una tra le più importanti e innovative figure del panorama cantautorale italiano.

L’intento della mostra antologica, curata da Giosuè Allegrini e Giuliano Allegri, è quello di dare spazio alla produzione del cantante, non solo musicale ma anche pittorica. Battiato, come ha raccontato di sé in passato, ha iniziato a dipingere un po’ per gioco, un po’ per sfida, convinto di non essere in grado di disegnare, ossessionato dal pensiero di non riuscire a cogliere gli oggetti nella loro forma esatta, nell’intento di utilizzare la pittura come «terapia riabilitativa». Influenzato anche nei suoi dipinti, oltre che nella sua musica, da una religiosità mistica e orientale, da un’ancestralità tribale, dà vita a immagini oniriche ed evanescenti, che lasciano pensare alle sue musiche balcaniche, ai danzatori bulgari, ai ritmi ossessivi e ai suonatori zingari ribelli. Le sue tele, impreziosite da un fondo dorato, in contrasto con colori vivaci e sgargianti, ricordano inequivocabilmente suggestioni che provengono dalle ricchezze dei mosaici bizantini. Per la mostra è stata messa a disposizione, inoltre, la vasta collezione di Mario Angelo D’Addezio e Vincenzo Viscuso riguardante il lavoro dell’artista, composta dalle sue produzioni discografiche, dagli esordi fino alle ultime composizioni, arricchita da poster originali dei concerti nazionali e internazionali, alcuni dipinti realizzati in multiplo, libri e pubblicazioni a lui dedicati.

Durante la mostra, inoltre, saranno proiettati i suoi film: Perduto amor del 2002, Musikanten del 2005, Niente è come sembra del 2007, Auguri Don Gesualdo del 2010 e verrà pubblicato per le edizioni della Bezuga un catalogo esaustivo al fine di documentare la lunga attività dell’artista, intesa in senso lato. Un’occasione quindi da non perdere per tutti i devoti e appassionati seguaci di Battiato e per chi non l’ha ancora conosciuto in tutte le sue declinazioni, che potrà apprezzare risultati pittorici decisamente interessanti. Battiato cantante, autore, scrittore e regista, nonché fino a qualche tempo fa politico, con l’incarico di assessore alla cultura in Sicilia, ma solo per breve tempo. Forse chi è rimasto deluso da lui dopo quest’ultimo tentativo, potrà avere il tempo di ricredersi. Fino al 15 settembre; Palazzo Broletto, Piazza della Vittoria 1, Pavia.

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