Aveva solo 24 anni, era un talento nell’arte della musica. Carlotta Nobile se n’è andata tre giorni fa in punta di piedi, trascinata via da una malattia molto grave, che, sebbene le stesse portando via gli anni migliori, non era riuscita a portarle via il sorriso, il coraggio, la straordinaria forza d’animo che questo angelo biondo riversava in tutte le cose che faceva. Una violinista che stava precocemente bruciando le tappe del successo con una carriera folgorante. Beneventana, diplomata nello studio del violino con lode e menzione d’onore al Conservatorio, era una vera appassionata d’arte, materia che aveva anche deciso di studiare all’università, e una fedele estimatrice del nostro giornale. Era direttore dell’orchestra da camera dell’Accademia di Santa Sofia e ogni nota che riecheggiava dal suo violino colpiva dritti al cuore maestri, professori e semplici appassionati. Perché il suo grande talento stava nel proprio nel tradurre il piacere della sua soave musica in un linguaggio comprensibile a tutti.
Lascia una famiglia straordinaria, che ha saputo assecondare con grinta e amore la passione delicata e allo stesso tempo travolgente che Carlotta aveva per il suo strumento. Chi le era vicino ricorda la semplicità, la leggerezza e, talvolta, l’ironia con cui viveva il rapporto con il coccodrillo, come lei chiamava il male che aveva dentro. Un male che nonostante gli estremi sacrifici e le tante rinunce a cui la obbligava non riusciva mai a stemperare il suo entusiasmo per quello che faceva. Sorriso sincero, occhi pieni di vita, una personalità conturbante, questa era Carlotta, che incantava il mondo con le sue tournée internazionali.
Con lei se ne va una grande musicista, una vera artista, una cara amica. Ciao Carlotta.


