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La guerra vista dalle donne

Si apre a Nettuno l’undicesima edizione del Guerra & Pace Filmfest, organizzata dall’associazione Seven, con la direzione artistica di Stefania Bianchi e dedicato alla cinematografia di genere bellico. Questa volta la rassegna annuale si arricchisce di ulteriori contenuti e immagini, diventando espressione di uno sguardo tutto al femminile. Per una settimana, al Forte Sangallo, si succederanno film, interventi, documentari tesi a mostrare come le donne hanno vissuto e vivono le guerre e come si ribellano alle violenze che ne conseguono. Sette film per sette storie ambientate in diversi contesti religiosi, territoriali e storici, ma tutte con un minimo comun denominatore: quello di dare voce alle donne, che per secoli sono state messe a tacere e costrette al silenzio.

Lunedì 15 luglio il lungometraggio Donne senza uomini di Shirin Neshat e Shoja Azari, vincitore del Leone d’Argento al Festival di Venezia, apre il festival raccontando quattro storie personali di donne di diversa estrazione sociale, ambientate nella Teheran degli anni ’50. A chiudere la settimana cinematografica il film Zero Dark Thirty, in cui la regista Kathryn Bigelow racconta la cattura di Osama Bin Laden dal punto di vista di Maya, giovane ufficiale della Cia.

Parallelamente alla proiezione dei film d’autore, a partire dal 16 luglio, una serie di documentari prodotti in collaborazione con Istituto Luce – Cinecittà costituirà la controparte di approfondimento storico sociale. Tra questi la proiezione di Radio Sahar – La voce delle donne in Afghanistan, di Valentina Monti, che illustra l’ambizioso progetto portato avanti da dieci giovani giornaliste che lavorarono nella prima radio indipendente a Herat.

Morte, amore, tragedia e rinascita sono i temi che si susseguiranno nei film e documentari selezionati per questa rassegna che, oltre a coinvolgere il cinema, dedica una sezione importante anche alla letteratura. Quest’ultima sarà incentrata sul racconto di biografie di donne che hanno lottato contro la ‘ndrangheta, fino a ripercorrere a ritroso le esperienze che hanno coinvolto le eroine della lotta antifascista per arrivare alle donne che ancora oggi devono lottare per far valere i propri diritti. Si tratta quindi di un festival volto a riportare alla memoria episodi tragici del nostro passato comune, che però offre spunti di riflessione e di confronto su argomenti di grande attualità. La guerra viene utilizzata come espediente per analizzare non solo le difficili situazioni e i contrasti che caratterizzano alcuni paesi al giorno d’oggi, ma anche per rimandare simbolicamente a un altro tipo di guerra, quella civile, personale, che alcune donne sono costrette a combattere tutti i giorni tra le loro mura domestiche.

info: http://www.guerreepacefilmfest.it/

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