La morte, l’amore e l’arte

Nella moderna psicoanalisi “l’eros e il thanatos dimostrano come il principio del piacere si pone al servizio delle pulsioni di morte”. Una frase che svela, per certi versi, il senso stesso dell’esistenza. La pulsione della morte ci conduce, inevitabilmente, ad abbracciare in modo quasi spasmodico, i piaceri della vita. Tanto meglio se sessuali. L’amore, e lo sappiamo, muove il mondo, e il tempo limita l’esistenza, ne segna l’inizio e la fine. Nel mezzo c’è la necessità di essere felici. Il sinonimo di felicità è gioia. E la gioia è un gemito breve, intenso, spesso accompagnato dalla frase “mi fai morire”. Tutto questo rappresenta il nostro quotidiano, eppure vederli insieme come nella mostra Eros e Thanatos alla Mondo Bizzarro gallery di Roma crea sgomento. Gli artisti della morte e dell’amore sono in questa esposizione Stefano Bolcato e Max Ferrigno che, attraverso l’arte pop surrealista, abbracciano morte e vita, mescolano il senso dell’uno e dell’altro per creare quel dualismo tanto caro a Sigmund Freud.

In Bolcato, la morte si fa strada attraverso immagini che ne riproducono l’orrore. Estrapolata dal contesto è rappresentata esattamente com’è cruda e spietata, senza sentimento. L’atto che determina la fine allontana l’occhio da ogni forma di amore. La pietas si perde nel nulla, l’azione meccanica si esplica nel momento stesso in cui la morte prende il sopravvento sulla vita, il senso di caducità si è compiuto. Dall’altra parte troviamo Ferrigno, e una sessualità ludica che riporta direttamente al cartone animato ma che, in realtà parla un linguaggio, in questo caso riservato agli adulti. L’amore, quello fisico, viene accennato da un’espressione, un gesto, un particolare. L’opera è costruita in modo che l’atto compiuto o meno, venga solo intuito e, laddove possibile, immaginato.

La mostra dunque, propone l’eros e il thanatos inaspettatamente separati. Forse come non sono mai stati visti. Non c’è la necessità di doverli associare, non c’è per forza la volontà di raccontarli insieme, piuttosto viene sfatato il mito che amore e morte siano un unico grande connubio. Sono in questo caso il riflesso l’uno dell’altro mantenendosi però come entità singole. L’amore, la sessualità, azione prettamente umana, viene intesa come tale, astratta da un contesto sociale. Un’azione questa che permette di percepirla e goderla come dovrebbe senza l’ansia della morte. Una chiave di lettura assolutamente innovativa, che parla dell’esistenza terrena e la spiega esattamente come dovrebbe essere intesa. Il piacere della carne rimane relegato al contesto esistenziale, alla terra, il peccato non esiste. Esiste un senso di appagamento che prescinde da qualsiasi altra cosa, dalla vita, dalla morte, da concetti e pregiudizi. Siamo accostati con questa esposizione a un modo nuovo di intendere l’eros e il thanatos, che ci permette di percepirli come entità singole e indipendenti semplicemente come monadi, perché l’amore è amore e la morte è un’altra cosa.

Fino al 13 agosto. Eros e Thanatos, Mondo Bizzarro Gallery, via Sicilia 251, Roma. Info: www.mondobizzarrogallery.com

 

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