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Crisi delle biblioteche, pochi soldi e poco personale

Pochi soldi e poco personale. Questo è lo stato dell’arte delle biblioteche italiane. Una crisi che le sta investendo dal 2008 e che non tutte riescono a fronteggiare. I dati rilasciati dallo studio condotto dall’Associazione italiana biblioteche parlano chiaro: nel 2012 le biblioteche hanno speso per l’acquisto di nuovi libri una media di 7.850 euro ciascuna, un investimento annuo di 30 milioni (60 considerando anche le universitarie), circa, quindi, un euro ad abitante. Un bilancio molto basso e deludente. A questo si aggiunge la media di apertura settimanale, circa 22 ore. Una stima molto bassa, quantificabile in una media di circa 3 impiegati a biblioteca. I numeri suggeriscono un’unica analisi: il libro stenta ad avere un mercato florido, gli italiani leggono poco, le biblioteche, da poli di cultura, di confronto e di formazione, si stanno sempre più trasformando in negozi editoriali per i pochi rimasti ad alimentare questo settore. «È grave – spiega Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il libro e la lettura, su Repubblica – la debolezza della lettura pubblica incide negativamente sul mercato editoriale».

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