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Retromarcia di Bray sulla rotazione triennale dei direttori museali

Retromarcia del ministro Massimo Bray sul decreto, firmato dal ex ministro Lorenzo Ornaghi poco prima della scadenza del suo mandato, che prevedeva una rotazione triennale dei direttori museali. Tale piano era stato proposto come forma preventiva alla corruzione, a cui si teme possa esporsi chi copre un incarico di questo tipo troppo a lungo. Contro questa direttiva si era espresso un gran numero di intellettuali oltre ai direttori dei principali musei nazionali, tra cui Antonio Natali, direttore degli Uffizi e Anna Coliva, che dirige la Galleria Borghese, i quali avevano definito la circolare un insulto a coloro che con passione svolgono onestamente il proprio lavoro. Come ha dichiarato inoltre Rita Paris, direttrice del Museo Nazionale Romano di Villa Massimo a Roma «il principio della rotazione può essere valido, ma tre anni sono pochi e l’automatismo rischia di interrompere progetti scientifici, preparazione di mostre, piani di riallestimento museale ecc». La sospensione di questa norma, che fino ad ora non è stata applicata in nessun altro paese europeo, rappresenta quindi una tregua dal continuo accanimento verso il nostro patrimonio culturale. Per il momento si può tirare un sospiro di sollievo: i direttori dei musei per il momento non hanno una scadenza.

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