Bronzi di Riace, il restauro infinito, sono senza casa dal 2009

reggio calabria

Un’altra difficile estate si avvicina per i poveri bronzi di Riace, dimenticati a palazzo Campanella di Reggio Calabria dal 2009. Erano stati “ricoverati” lì per un restauro. Un’operazione pubblicizzata in tutto il mondo per la sua alta tecnologia, i livelli di competenze che vi avrebbero lavorato e anche per i costi. Ma, proprio a causa dei costi, il percorso che era iniziato con tale entusiasmo sembra essersi dissolto in una zuppa calabrese. Come al solito dietro questo insuccesso i soliti problemi, come riportato anche dalle cronache di oggi: problemi tecnici, lungaggini burocratiche e anche, per l’appunto, la mancanza di soldi. Rischiano adesso di giacere sdraiati all’ombra della sala Monteleone ancora a lungo, fino, si dice, al 2014. Ma possibile che le istituzioni competenti permettano tale scempio ai danni di un patrimonio di elevatura universale come i bronzi di Riace? Come si fa a usare tale incuria nei confronti di un bene culturale al centro, tra l’altro, di un ottimo potenziale indotto economico? E poi c’è la questione del restauro del museo Magna Grecia di Reggio Calabria, che per anni, prima dell’inizio del restauro, ha ospitato i bronzi. I lavori sono fermi e i soldi resi disponibili dall’Ue per effettuarli, ben 10 milioni di euro, rischiano di essere perduti se i lavori non termineranno entro il 2015. Storie di ordinaria follia.

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