La mostra fotografica esplora la realtà di alcuni tra gli edifici scolastici più innovativi dell’Alto Adige, proponendo una visione degli stessi come spazi condivisi e vissuti, luoghi che sono e si animano attraverso la presenza dei ragazzi e l’interazione con i loro insegnanti. La tematica, trattata con particolare attenzione personale dall’artista Ulrich Egger, è coordinata dai testi dell’architetto Andreas Hempel e trova in essi l’espressione più documentaria e compiuta che ha portato alla pubblicazione del volume “Scuole innovative in Alto Adige”. Rispetto al resto d’Italia l’architettura moderna è entrata con un certo ritardo in Alto Adige. Nel deserto di forme e strutture pseudo-tirolesi, architetti come Lois Welzenbacher, Wilhelm Holzbauer, Othmar Barth e pochi altri rappresentano pressoché gli unici esponenti della corrente moderna. Questa nuova generazione di architetti è riuscita felicemente a coniugare le tendenze architettoniche contemporanee alle forme e agli stili più tradizionali del territorio altoatesino, tant’è che le costruzioni realizzate hanno accolto l’attenzione del pubblico internazionale e vinto numerosi premi. Ulrich Egger è esploratore attento delle architetture che caratterizzano il territorio locale. Ma quel che contraddistingue in particolare i suoi lavori è il fatto che non li concepisca in quanto mere documentazioni architettoniche, bensì come interpretazioni visive che si esprimono attraverso un approccio estetico e artistico essenzialmente soggettivo. Attraverso la fotografia Egger cerca di sintonizzarsi e cogliere il genius loci delle architetture, di catturare quello “spirito” percepibile, quasi tangibile, che fa unici e irripetibili certi luoghi. Il lavoro è volto a rendere visibili gli elementi atmosferici che attorniano le strutture, agenti che suggeriscono molto di più sull’ambiente e la realtà dei posti rispetto a qualsiasi rappresentazione consueta della realtà.


