Il ministro Massimo Bray rassicura sulla circolare firmata da Antonia Pasqua Recchia, segretaria generale del suo ministero, che costringe direttori dei musei, responsabili di siti archeologici e funzionari della soprintendenza a una scadenza triennale, «coloro che hanno lavorato bene resteranno al loro posto» afferma il ministro. Per Bray bisogna ripartire dall’assetto organizzativo, nominando una commissione, composta da personalità di alto profilo tecnico, per la riorganizzazione del ministero che si occuperà del rapporto con i privati e dell’integrazione tra turismo e Beni culturali. È arrivato il momento di valorizzare e supportare economicamente soprintendenze e direzioni dei musei e dei siti archeologici. La commissione, composta da personalità di alto profilo tecnico, si confronterà con coloro che operano nel territorio e sarà supportata da una commissione più piccola che si occuperà della stesura di un codice per la manutenzione del paesaggio. I fondi destinati ai Beni culturali in Italia registrano cifre sempre più imbarazzanti, ma Bray si dimostra ottimista, convinto che il premier Letta voglia finalmente puntare i riflettori sull’emergenza culturale. Bisogna risolvere i problemi legati alla mancanza di personale e affrontare interventi urgenti quali l’apertura dei cantieri di Pompei con l’utilizzo dei fondi europei e la realizzazione di un archivio del Novecento in spazi che non siano in affitto. È importante inoltre che lo stato controlli i lavori dei privati che non sempre si dimostrano all’altezza e che spesso utilizzano la sponsorizzazione delle attività di restauro per fini commerciali contravvenendo a un puro spirito di mecenatismo culturale.


