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La grande onda del Manga

Hokusai Katsushika, nel corso della sua lunga attività, durata oltre 70 anni, sperimentò stili diversi assumendo nomi d’arte differenti a ogni cambio di maniera e perseguendo un perfezionamento continuo di ispirazione e di stile. Nel suo percorso creativo la critica riconosce ad oggi almeno sei fasi importanti e proprio al quarto periodo, denominato Tait?, appartengono numerosi manuali di pittura tra i quali spicca la monumentale raccolta dei Manga, 15 volumi di schizzi e bozzetti dei soggetti più disparati. Lottatori o guerrieri, personaggi comici o grotteschi, fiori, uccelli, paesaggi, fantasmi e creature immaginarie o soprattutto tratte da leggende, sono tutte figure allora concepite per divenire una guida per dilettanti e allievi e oggi considerate compendio della società, della tradizione e dell’iconografia giapponese.

Punto di partenza della mostra 200 anni di arte Manga – iniziativa principale della prima edizione del Milano Manga festival, visitabile negli spazi della Rotonda della Besana fino al 21 luglio – è proprio il più celebre pittore giapponese, famoso soprattutto per La grande onda e Le vedute del Monte Fuji. È infatti a lui che si riconduce la parola manga, termine in seguito adoperato per disegni satirici e ancora nella prima metà del Novecento per vignette e strisce pubblicate su giornali e riviste.

Ripercorse le tappe principali della storia del fumetto giapponese, la cui vera svolta arriva alla fine della seconda guerra mondiale, grazie a Osamu Tezuka, autore di un nuovo stile sia grafico che narrativo. Menzionata la nascita, negli anni Cinquanta, del nuovo genere direttamente rivolto agli adulti: il gekiga. Storie più realistiche, drammatiche, cupe come quelle raccontate da Yoshihiro Tatsumi, suo fondatore. Nel corso degli anni Sessanta escono in Giappone numerosi manga su personaggi divenuti leggendari: Sh?tar? Ishimonori, tra i più prolifici mangaka, crea Cyborg 009 un’opera tributo al primo maestro Hokusai dove la vita, le trasformazioni, la crescita e i repentini cambiamenti dell’artista vengono raccontati in una narrazione non lineare, ma pienamente evocativa. Non solo uomini, si affermano anche le fumettiste, come Riyoko Ikeda che pubblica Lady Oscar e più avanti Rumiko Takahashi, mamma di Lamù, Ranma o ancora Inuyasha. Y?ichi Takahashi è invece autore di Holly e Benji, il famoso manga a tema calcistico a cui sarà dedicato uno spazio speciale al Milano Manga festival che vedrà tra gli ospiti il disegnatore. Una panoramica completa che prosegue fino ai più recenti lavori in una lunga storia editoriale fatta di grandi vendite, ma anche di grande qualità artistica che rappresenta una parte importante della cultura giapponese.

Fino al 21 luglio; Rotonda della Besana, via Besana 12, Milano; www.milanomangafestival.it

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