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I Paperoni del mondo scatenati nell’acquisto di opere d’arte

Ieri si è parlato di Egoseums, i musei dell’ego, e oggi riprendiamo in parte l’argomento, grazie a un articolo di Globochannel, ripubblicato in maniera scherzosa da Dagospia con il titolo L’arte di essere miliardari. I super ricchi si lanciano per le varie fiere internazionali dell’arte a caccia di opere sulle quali investire: si parla per esempio di Nasser Khalili, di cui gran parte della collezione personale è esposta in musei pubblici come il British Museum e il Victoria and Albert Museum. Oppure del proprietario della DreamWorks e della collezione d’arte più costosa, David Lawrence Geffen, che investe sugli artisti americani. Paradossalmente non compaiono paperoni italiani nella top ten, nonostante l’enorme patrimonio nazionale sul quale sono pronti a investire i miliardari dell’arte.

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