Cresce il numero dei musei dell’ego

Shangai

La crisi colpisce le collezioni pubbliche, ma lo stesso non si può dire delle collezioni nelle mani dei privati, se ne parla approfonditamente in un articolo di Paolo Pontoniere sul sito di Repubblica. Quale migliore investimento per i super ricchi del pianeta, di quello in opere d’arte il cui valore è regolato da principi che esulano dalle dinamiche di borsa o dagli andamenti di mercato? Il fenomeno è così diffuso che per definirlo gli esperti d’arte hanno coniato un neologismo: egoseums, musei dell’ego. Dall’Australia alla Russia, dall’Inghilterra agli Stati Uniti, fino alle nuove potenze asiatiche, Cina in testa; tra i vari esempi, quello dei miliardari Wang Wei e di suo marito Liu Yiqian, che negli ultimi anni hanno investito oltre 300 milioni di dollari in opere d’arte e adesso si preparano ad esporle in un museo che stanno costruendo a Shanghai e che aprirà i battenti ad ottobre di quest’anno.