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L’opera è sempre azione

Dopo un percorso di riflessione artistiva e creativa, Piero Golia presenta un progetto pensato appositamente per Firenze, ideando una formula ad hoc per l’occasione, in perfetta sincronia con lo spirito della location ospitante – Base / Progetti per l’arte – spazio fondato nel 1998 come un’idea di artisti per altri artisti, che si fanno promotori di un dialogo dinamico e aperto al confronto internazionale sui temi emergenti dell’arte contemporanea. Un talk di Golia, durante l’inaugurazione, segna il principio, l’origine concettuale e processuale della creazione dell’opera, un nuovo mondo in continuo divenire: una metamorfosi che vive ed evolve a condizione di essere fruita ed esperita da occhi, cuori, menti critiche.

Al centro del progetto, «Il dialogo sulla possibile o impossibile coreografia della realtà – come afferma l’artista – mettendo in evidenza la necessità di confronto con il pubblico, di avere un dialogo diretto con esso, che in quell’occasione può andare oltre alla semplice conoscenza del mio nome e interrogarsi in maniera più profonda sul perché di alcune mie recenti scelte». Golia, attualmente alla Biennale di Venezia nel padiglione Italia Vice versa, vuole provocare un istante di sospensione che muta con lo scorrere del tempo: «Mi sono distaccato dall’immagine eclatante e malinconicamente polemica in sé per indagare le svariate possibilità di stimolare differenti dimensioni narrative – spiega – chiedendo ai visitori di cogliere un messaggio».

La mostra-evento di Firenze, che porta come titolo lo stesso nome dell’artista, è un pezzo-performance assolutamente non disgiunto dalla particolarità delle sue opere, che risente del recente percorso di indagine maggiormente incentrata su una condizione intimista e riflessiva, riassumibile della volontà di stimolare il dibattito culturale fondato sulle potenzialità intrinseche alla compresenza di più persone, personalità, background. A cura di Lorenzo Bruni, l’intervento di Piero Golia è anche l’occasione per festeggiare il quindiciesimo compleanno di Base. La particolarità delle opere dell’artista (1974, Napoli; vive e lavora a Los Angeles) consiste nella possibilità di definirle sempre come delle azioni, le quali si collocano tra una dimensione eroica, la loro inutilità edonistica e il rendere evidente la necessità di ri-attivare una nuova coscienza del ruolo dell’arte all’interno della società di cui fa parte anche l’artista.

Fino al 10 settembre; Base, via Niccolò 18, Firenze; info: www.baseitaly.org

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