UNPÒPORNO

Da Courbet a You Porn

Un percorso che parte da una delle opere più celebri e trasgressive di sempre, l’Origine du monde di Gustav Courbet, per approdare al sesso come svago, fruito velocemente su internet grazie a canali come You Porn. Luca Beatrice, critico d’arte e docente all’Accademia Albertina di Torino, già autore di Da che arte stai? (2010) e Pop (2012), questa volta decide di focalizzare la sua ricerca sul mondo del sesso nel macrocosmo artistico, con il suo nuovo libro Sex. Erotismi nell’arte da Courbet a YouPorn.

Il percorso è lungo, articolato ma sicuramente di grande interesse. L’autore, infatti, compie un viaggio variegato ed eterogeneo, cogliendo elementi da ogni forma d’arte esistente, che sia pittura o fotografia, cinema o musica, ma anche dal porno spicciolo o dal costume. Un grande calderone contenente pregevoli artisti del passato e di oggi, che con modi e tecniche diverse hanno deciso di focalizzare, con una loro opera piuttosto che con tutta la loro concezione creativa, il significato vero dell’arte erotica, della sua bellezza e della sua importanza, al di là dei tabù, del pudore, del buon senso e della retorica.

Courbet, Man Ray, Schiele, Vanessa Beecroft, Madonna, Terry Richardson, Steve McQueen, David LaChapelle, Cicciolina: è il sesso visto attraverso gli occhi dei protagonisti indiscussi di questa realtà parallela, grazie ai quali si svela, epifanicamente, quel labile confine tra ciò che è arte e ciò che resta, solo ed esclusivamente, fredda pornografia.

Come nasce l’idea per questo libro?

«È un po’ il proseguimento ideale di Pop, alla ricerca dell’ultimo ready made contemporaneo che, a mio avviso, è perfettamente rappresentato dall’immagine del sesso. L’Origine du monde, prima di arrivare alla collezione del Musée d’Orsay, sembrava un dipinto per un peep show. Ora, se tornasse nella vita vera, funzionerebbe altrettanto bene».

Quanto crede che l’erotismo sia influente nel mondo dell’arte e in che modo esso ha contribuito a creare una diversa percezione dei tabù?

«Penso che l’erotismo, ma soprattutto la pornografia, sia una delle spinte più eversive ed interessanti nella costruzione di un immaginario contemporaneo, che passa attraverso la consapevolezza femminile del corpo».

Qual è la differenza tra l’erotismo – anche artistico – e la pornografia? Dov’è il confine tra le due accezioni della sessualità?

«Difficile stabilirlo. Il primo è tollerato, la seconda meno. Però da quando arte, filosofia, letteratura, cinema se ne occupano in maniera così insistita è cambiato l’approccio. Un tempo il porno lo si condannava e basta, ora si cerca prima di capirlo e interpretarlo».

Quanto crede che l’erotismo venga sfruttato nell’arte per fattori economici, piuttosto che come facile appiglio per poter avere un immediato riscontro di audience?

«Questo vale di più per altre immagini più scioccanti e scandalistiche, che mettono in campo la violenza, la morte, il denaro, il potere. Il sesso, invece, è molto più sano e salubre».

Nel suo libro cita numerose forme d’arte, dal cinema a personaggi del mondo musicale, piuttosto che arte celebre e conosciuta (penso a Courbet) o fotografi contemporanei come LaChapelle. Quale crede sia la forma d’arte più prestante per trattare tale argomento?

«Attualmente la fotografia. Ma la vera rivoluzione è arrivata da Internet».

La donna è spesso al centro dell’arte erotica. Quanto è importante il suo ruolo? E, a suo avviso, le artiste donne hanno un modo diverso di trattare l’argomento? Esiste quella classica suddivisione che vuole le donne più cerebrali e gli uomini più pratici anche nel mondo dell’arte?

«La donna è l’oggetto principale di rappresentazione dell’arte erotica e non da oggi. La vera novità, da quando il porno è stato per così dire sdoganato, sta nella scoperta che alle donne il porno piace. Non si sentono vittime, conducono il gioco ed evolvono forme di immaginario molto trasgressive e interessanti. Meglio il porno, insomma, della politica».

Perché secondo lei il sesso è così scandaloso quando viene “fruito” nell’opera d’arte, nonostante la società contemporanea sia assuefatta da immagini spesso ben più spinte?

«Perché forse il contesto museale non è ancora abituato a supportare questo genere di immagini».

Luca Beatrice
Sex. Erotismi nell’arte da Courbet a YouPorn
Rizzoli (aprile 2013)
256 pagine – 18 euro

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