Ed è quasi Cinquecento

C’è la carica espressiva della scultura e il tocco veloce quasi impalpabile del pennello nelle opere di Thomas Houseago esposte alla galleria Gagosian di Roma per la mostra Roman figures. Le sculture, impregnate di tutte le sovrastrutture culturali che Housegago attraversa, sprigionano nell’ambiente una coesistenza armonica e insolita ma che l’artista ha reso possibile. Un incastro che parte dalla cultura africana, dalla maschera tribale per arrivare al linguaggio occidentale, a una modernità inedita che determina una evoluzione della materia del tutto inaspettata. Ed è in questo coesistere di elementi che prende forma l’opera, e si manifesta come testimonianza di una filosofia che, rivoluziona i canoni pre impostati della storia artistica di questo ultimo secolo.

Quella di Houseago è un’ arte che si intreccia su più piani e apre a nuove possibilità a nuovi propositi che portano verso traguardi inattesi, la materia stessa di cui si compongono le opere concorre a conferire all’opera una potenza emotiva difficilmente rintracciabile nel contemporaneo. Reclining figure (for Rome), per esempio, segna il ritorno a un senso dell’umanità quasi cinquecentesco, evocando quell’impronta michelangiolesca e, la materia di cui si compone non è un mezzo ma il centro stesso della rappresentazione. Houseago conferma quella rara capacità di accordare, come se tra le mani avesse uno strumento musicale, più elementi in cerca della nota magica, del suono giusto che possa in colpo solo offrire anche al più ostile degli sguardi una dimensione coerente e nuova. Non manca infine nella sua produzione quella costante che rimanda al memento mori, quel senso di caducità che segna il labile confine fra la tensione infinita dell’arte e la finitezza umana.

Fino al 26 luglio; galleria Gagosian, via Francesco Crispi 16, Roma; info: www.gagosian.com