Presentato ieri il film documentario su Fellini girato e pensato da Ettore Scola che subito precisa nel teatro 5 di Cinecittà «Che strano chiamarsi Federico non è un film e non è un documentario ma ho ceduto alle insistenze di molti e ho usato gli incontri e la memoria per ricordarlo a vent’anni dalla morte». Erano grandi amici i due, cresciuti insieme nella redazione del giornale satirico Marc’Aurelio che Scola definisce come «una palestra di umorismo» e che non hanno mai smesso di frequentarsi anche se a periodi alterni. Il film è coprodotto da Palomar, Cinecittà, Rai cinema, Cubo visione e distribuzione Bim. Il lavoro fonde materiale d’archivio con parti girate da attori nei panni dei vari protagonisti.


