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Biennale, il grande giorno

La vernice di mercoledì 29 coinvolge numerose realtà ufficiali (come il Palazzo enciclopedico presentato ieri in rassegna stampa da Massimiliano Gioni) senza tralasciare diverse collaterali che per loro natura offrono nuove iniziative lodevoli, spesso propositive e rivolte a giovani concetti contemporanei. Come ad esempio, padiglione Crepaccio at Yoox.com a cura di Caroline Corbetta, un progetto inedito, reale e virtuale che presenta le opere dei veneziani in due dimensioni complementari: nei tre giorni della vernice in mostra in una vera casa di artisti, nella settecentesca Cà Soranzo e allo stesso tempo in esclusiva su yoox.com per tutti i restanti sei mesi. «Viviamo con molta energia questa nuova collaborazione – dicono Massimiliano Gottardi e Luca Migliorino, i due artisti che hanno messo a disposizione la propria abitazione – esporre in casa le nostre opere con altri artisti è un evento unico che offre opportunità e occasioni di contatto che in altro modo non sarebbe mai successo». Dieci giovanissimi che comunicano con i visitatori anche grazie ad un originale e informale brunch organizzato nel tipico cortile veneziano.

All’Arsenale,You (you): un importante mostra privata di Lee Kit, uno dei maggiori artisti di Hong Kong. L’esposizione è caratterizzata da una serie di opere nuove, tra cui suoni, video e performance dal vivo, oggetti di uso quotidiano e tessuti. «Durante gli anni vissuti a Hong Kong – dice il curatore dell’evento Lars Nittve – sono stato molto affascinato dal modo in cui, quasi senza sforzo, riesce a unire una profonda conoscenza dell’arte contemporanea a qualcosa di personale e intimo. I suoi lavori sono allo stesso tempo inflessibili e totalmente aperti alla partecipazione, personali ma anche pubblici». Pato men, acronimo di palace theatre of memory encyclopedic, è la realtà presentata da Macao museum of art che da sempre si adopera per cercare le condizioni migliori affinché gli artisti locali possano mostrare la propria creatività e il proprio talento sulla scena internazionale e per la biennale la scelta è caduta su Carlos Marreiros, famoso architetto e artista di Macao. I lavori proposti, comunicano domande sulla trasformazione dell’informazione in conoscenza, spingendo a riflettere su due diverse prospettive: da un lato l’informazione che fluttua in maniera inafferrabile, dall’altro l’informazione che forma significati reali e tangibili.

Wunderkammer, allestita nella prestigiosa cornice di palazzo Widmann, è un evento che lascia stupiti per l’originale selezione delle opere esposte. Dopo il successo ottenuto nel museo di botanica di Bruxelles, la particolare esposizione propone 20 artisti che danno vita ad una vera camera delle meraviglie in chiave contemporanea, ispirandosi a quei collezionisti che tra il XVI e il XVII secolo erano soliti raccogliere e conservare oggetti stravaganti ed eccezionali realizzati dall’uomo o dalla natura. Davanti a noi un nuovo mondo dove si mescola l’artificio con la semplicità, il reale con la fantasia, una fiaba decisa a raccontarci la sua verità. Un luogo dove sognare consapevoli di ricercare nell’arte quelle risposte chiuse nel nostro inconscio. Il negozio Olivetti, gioiello del Fai, in piazza San Marco, accoglie il tramonto sulla Serenissima, con una performance musicale di Dozzy Donato. L’evento fa parte del progetto Time Lapse a cura di Bartolomeo Pietromarchi, critico d’arte alla guida del padiglione Italia e del Macro di Roma che raggruppa due opere: Il suono dell’architettura, installazione sonora di Donato creata in collaborazione con il dj e produttore Rabih Beaini e Nuove visoni per Carlo Scarpa, esposizione fotografica di Armin Linke. Il tutto rappresenta una vera e propria estensione della mostra Vice versa allestita al padiglione Italia.

Nell’acqua capisco, da un progetto di Lea Mattarella e Claudio Libero Pisano, il protagonista assoluto è l’elemento liquido, inteso come veicolo di relazioni, comunicazioni, sentimenti e aspirazioni filtrati dallo stato d’animo ottenendo un riscontro simbolico che scava nel nostro più profondo inconscio. Base dell’esistenza stessa, l’acqua viene studiate e interpretata da 17 artisti esposti in due sedi, luoghi simbolo della città: l’Ateneo veneto in campo San Fantin e le procuratie in piazza San Marco. Studio Oredania di Roma in collaborazione con Studio la Città, Verona, ha presentato la nuova installazione site specific dell’artista americano Arthur Duff a palazzo Malipiero Bernabò. Parole che orbitano attorno ad un asse invisibile, frasi sospese nell’aria sopra a un giardino fiabesco tra i frontoni delle due location affacciati sul canal Grande, unendo in questo modo, lo spazio pubblico e privato mostrando tesori veneziani spesso inaccessibili. L’arte svolge anche in questo caso la funzione primaria di donare cultura e sollevare la bellezza ai massimi livelli.

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