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Venezia, al via la Biennale

La biennale di Venezia abbraccia l’intera città lagunare con straordinaria capacità organizzativa coinvolgendo centinaia di realtà collaterali, ufficiali e non, di importante impatto culturale. La giornata di martedì 28 ne è la prova: la mattinata ha offerto tra le numerose iniziative la presentazione di Prima materia la mostra alla fondazione Francois Pinault dove il dialogo è la parola chiave grazie anche alla preziosa collaborazione dei due curatori Michael Govan e Caroline Bourgeois. La scelta radicale di dedicare come gioco di contrasti tra tonalità e ritmo alla pittura le sale del primo piano è avvallata dallo scontro con i mattoni irregolari della superficie. Va sottolineata l’attenzione riservata alle opere di suoni e luci dove si dà ancora prova della plasticità dell’architettura concepita da Tadao Ando a punta della Dogana. Il percorso prosegue con Days without red, un film di Anri Sala in collaborazione con il compositore Ari Benjamin Meyers proiettato al Teatrino. Quarantatre minuti concentrati a raccontare la vita quotidiana degli abitanti di Sarajevo durante l’assedio della città. La macchina da presa segue una donna interpretata dall’attrice spagnola Maribel Verdù mentre attraversa una città quasi deserta con altri cittadini minacciati dal fuoco dei cecchini. È noto che durante l’occupazione l’orchestra sinfonica non cessò mai la sua attività e così nel film con la sesta sinfonia di Ciajkovskij, la Patetica.

La fondazione Bevilacqua La Masa invece ospita il progetto unico nel suo genere con il contributo della Norvegia: Attenzione alla puttana santa: Edvard Munch, Lene Berg e il dilemma dell’emancipazione. La galleria di piazza San Marco presenta opere inedite e poco note di Munch, in dialogo con i lavori di Lene Berg tra cui un film recentemente commissionato all’artista norvegese. Lo studio è focalizzato sull’idea di emancipazione come prospettiva eternamente contraddittoria, sospesa tra il regno della libertà e le conseguenze di quell’isolamento tipico di chi cerca una vita alternativamente e qualitativamente diversa. Un legame che racconta l’importanza tra passato, oggi e domani, in dialogo e confronto. Il pomeriggio accoglie una performance e installazione di Tara Subkoff interpretata da Milla Jovovich a palazzo Malipiero Bernabò. Nell’incantevole cornice del giardino di uno dei più affascinanti edifici della Serenissima, l’attrice trasforma semplici gesti quotidiani in reali urla affettive chiuse in pareti di una casa di plexiglas comunicanti con il mondo attraverso degli oblò grazie ai quali, degli eccentrici circensi messaggeri consegnano pacchi che nascondono segreti di vita come abiti, accessori e specchi.

Nel campo esterno della location, in bilico su funi sospese e circondati da palloncini multicolor, gli ambasciatori di Milla, scorrono il tempo soprappensiero come ad allontanare le problematiche radicate nel quotidiano. Germano Celant cura uno degli eventi più interessanti che merita un prossimo approfondimento: la personale dedicata a un esponente dellayoung british artists, Marc Quinn. Allestita nella fondazione Giorgio Cini nell’isola di San Giorgio Maggiore, è prodotta in collaborazione e con l’artista stesso. Una straordinaria selezione di 50 opere tra sculture, dipinti, disegni tra cui 13 in anteprima. Una collaborazione quella tra Celant e l’artista inglese che risale al 2000 con Garden alla fondazione Prada, Milano e per Quinn è anche un ritorno a Venezia dopo The overwhelming word of desire nel 2003 al Peggy Guggenheim. Opere eccezionali come Alison Lapper Pregnant del 2005 un monumentale istallazione che fu al centro della cerimonia di chiusura dei giochi paralimpici per celebrare il trionfo della forza vitale sulle avversità. Infatti propone un nuovo modello di eroismo femminile in cui amore, maternità, vitalità raggiungono una forma imprevedibile e un picco inaspettato. Un coraggio che proprio in questo periodo storico deve coinvolgere il mondo dall’arte messo a dura prova dalla crisi economica, ma il kick-off della Biennale regala una concreta carica di ottimismo.

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