UNPÒPORNO

Gusto contemporaneo

Ormai non c’è – quasi – più nulla che non sia stato inventato. Le mode tornano, ciclicamente e inevitabilmente, a condire la realtà della loro vena nostalgica, adeguata ai tempi che corrono. Se c’è una cosa che i cosiddetti “anni zero” hanno portato con sé, sicuramente è un gusto – estetico, morale, sociale e culturale – eterogeneo e variegato, che raccoglie correnti diverse in un unico, grande calderone.

Danilo Pasquali interpreta con i suoi scatti una realtà che si barcamena tra l’indie e l’hardcore, tra le trasgressioni vere e quelle modaiole da disco club, tra una nudità accennata e la più completa esposizione di ogni angolo remoto del corpo umano. Un fotografo di vita alternativa, di appartamenti che accolgono quadri pop, letti sfatti e donne discinte con inquietanti maschere, immortalate dopo un possibile amplesso in ogni angolo di un’intimità casalinga incredibilmente vivace e provocatoria.

«Mi sono avvicinato alla fotografia erotica lentamente – racconta l’artista – Più ci lavoravo, conoscevo persone, prendevo coscienza e mi interessavo, più ne capivo l’importanza “politica” e più ne studiavo. E nel frattempo le mie fotografie si trasformavano, cambiando esteticamente e nei contenuti».

Gli scatti di Danilo Pasquali sono il ritratto di attimi di vita quotidiana, di incontri osé con donne che si prestano ai giochi sessuali più bizzarri, che liberano la loro energia violentemente, senza alcun pudore o remora. Donne, perlopiù, che stimolate da una fantasia di esibizionismo, associata al fare voyeuristico dell’artista, si lasciano andare giocando a fare le dive pornografiche di una realtà eccessiva e chiassosa, che vuole tutto e subito, consumandosi in veloci ed intensi amplessi o in rapide e fugaci esperienze.

«Faccio foto erotiche ed è erotico ciò che eccita ed attrae, come lo è il corpo di una donna – continua Danilo Pasquali – Esso può essere contestualizzato in una situazione particolare, oppure mascherato e privo di identità, caricato di significato o semplicemente seducente per la sua presenza. Da tempo, comunque, ho iniziato a lavorare anche con soggetti maschili per poter rappresentare una parte maggiore di erotismo».

Ciò che è eccitante, per l’artista, non si traduce nella perfezione di ambienti tanto incontaminati quanto impersonali ed irreali, ma nei luoghi che egli stesso frequenta, che vive in prima persona, che consentono di mantenere inalterato un filo diretto con la vita vera, la migliore delle fantasie: «Rappresento ciò che mi piace e mi attrae in maniera più o meno voluta – racconta l’artista – e per mia natura trovo che il patinato e l’astratto, anche se ben fatto, sia poco erotico. Sogno, desidero e di conseguenza fotografo i posti che più frequento e dove vivo. Trovo che l’arte tratti, nella maggior parte dei casi, la sessualità in un modo banale e pessimo. Spesso usa il sesso per fini differenti, per stupire magari, per rompere schemi inesistenti, per sentirsi ribelle o creare invidia. Di conseguenza manca quasi sempre la componente erotica e ludica, ovvero l’elemento principale. Per definizione è pornografica la rappresentazione esplicita di un atto sessuale. Se artistica o meno spesso lo determina solo il contesto in cui esso viene riprodotto».

Quello di Danilo Pasquali è un feticismo verso l’espressività – nuda e cruda, ma talvolta fantasiosa – sessuale del corpo. Le sue opere sono il riflesso dei desideri più nascosti, quelli che creano imbarazzo e restano ancora chiusi nella dicitura “tabù”. Ma sono anche lo specchio, schietto e sincero, delle tendenze del momento, del gusto dei ragazzi di oggi, e dei multiformi cambiamenti evidenziati dallo scorrere del tempo. Un ritratto, quindi, di una realtà pingue di ombre, di angoli nascosti e remoti, di forsennati eccitamenti e incauti desideri. Ma, di certo, svincolata da ogni pregiudizio, estrosa e vivacemente piena di ciò che più l’appaga: la libertà.

Info: www.danilopasquali.it 

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