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Biennale Vaticano, Forti: tre momenti

«Quello che vedete ancora nella sua provvisorietà è voluto per il nostro padiglione e vede tre momenti: creazione, decreazione e ricreazione, rinascita, non vincolati a tale schemacità». A dirlo è Micol Forti, direttrice della sezione contemporanea dei Musei Vaticani e cocuratrice del padiglione alla Biennale di Venezia, alla presentazione del padiglione della Santa Sede in Vaticano. «Studio Azzurro – prosegue – presenta tre momenti di una nuova creazione che parte dall’uomo. Il momento del caos è affidato a Josef Koudelka, la cui storia è legata alle foto degli zingari e dell’invasione di Praga del 1968. In questa circostanza il suo lavoro riflette su cosa sia oggi decreazione, si tratta di varie gigantografie dove si sussegue la distruzione della storia e del tempo, della natura e del pianeta. Il terzo elemento, più delicato, è quello della ricreazione, la morte che non coincide con la fine, affidato agli oggetti abbandonati e agganciati alle grandi tele di Lawrence Carroll, che aspettano una nuova vita. La rinascita non è una risposta ma una possibilità da offrire attraverso le nostre vite, un viaggio che ognuno dovrà percorrere».

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