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Il fascino dell’oggetto

Ha ancora senso nel variegato mondo artistico contemporaneo parlare di generi figurativi? L’idea di Cecilia Canziani e Ilaria Gianni, curatrici del progetto Figura 2: natura morta, in esposizione nelle sale della Galleria nazionale moderna e contemporanea di Roma fino al 9 giugno, è incentrata sulla questione relativa alla definizione di generi narrativi. La natura morta, tematica assai cara alla pittura fiamminga del XVII secolo, racchiude in sé la misteriosa seduzione poetica custodita negli oggetti che popolano la nostra quotidianità. L’esposizione si inserisce all’interno del percorso espositivo intitolato Il fascino segreto dell’oggetto, le opere della nuova sezione sono state messe a confronto con i dipinti delle avanguardie storiche di autori come Morandi e De Pisis che hanno affrontato la tematica figurativa in molteplici lavori appartenenti alle collezioni permanenti del museo di valle Giulia.

Le fotografie di Wolfgang Tillmans, le incisioni di Alessandro Piangiamore, i vasi di Tommaso De Luca, le sculture di argilla refrattaria di Chiara Camoni sono solo alcuni degli interventi protagonisti del progetto, i giovani artisti mettono in gioco le loro conoscenze tecniche e concettuali ed esprimono la propria visione di natura morta. Il dialogo con il contesto è sorprendente e ricco di spunti suggestivi, un percorso di ricerca che analizza in profondità la questione riguardante lo spazio e il suo conseguente ordine intellettivo. Le nature morte divengono il pretesto per interrogarsi sul contemporaneo, per capire e instaurare un dialogo con il passato, una nuova generazione di artisti mette in luce la propria definizione di genere dando vita a una ricostruzione filologica che trova le sue radici nella rivoluzione artistica portata avanti dagli esponenti delle correnti artistiche dei primi anni del Novecento.

Fino al 9 giugno; Gnam, via delle Belle arti 131, Roma; info: www.gnam.beniculturali.it

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