«Ho simpatia per quei giovani, stanno dimostrando che anche in situazioni estreme qualcosa si può fare. Per esempio impedire che un teatro storico venga chiuso, anche se questo è solo il primo gradino da cui partire se si vuol capire cosa significa fare teatro». A parlare è il regista teatrale Peter Brook e la sua simpatia è indirizzata al teatro Valle occupato, perché è qui che l’autore ha deciso di presentare il film del figlio The tightrope. La pellicola in realtà, prodotta da Ermanno Olmi e Luigi Musini e presentato fuori concorso alla scorsa mostra di Venezia, è un’opera tutta incentrata sul teatro e in particolare sul teatro di Brook. «Si può fare a meno di tutto, delle scene, delle musiche, dei decori, quello che è essenziale è l’attore». L’incontro con il regista è previsto domani alle 20 al teatro Valle occupato.


