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Un’idea di bellezza

Vanessa Beecroft, Chiara Camoni, Andreas Gefeller, Alicja Kwade, Jean-Luc Mylayne, Isabel Rocamora, Anri Sala, Wilhelm Sasnal: otto punti di vista che interpetano oggi l?esperienza della bellezza entrando in dialogo con la sensibilità dei visitatori e attualizzando domande di carattere universale. L’obiettivo dellla mostra Un?idea di bellezza – che propone un percorso di ricerca tra le opere di otto artisti contemporanei di provenienza internazionale – è fungere da spunto di riflessione in chiave contemporanea su uno dei temi dominanti di tutta la storia dell’arte: la necessità e la funzione della bellezza, il suo valore e le sue finalità.

Il rapporto tra arte e bellezza è vissunto come problematico nell’epoca contemporanea, complessa e carica di contraddizioni, irretita dalla banalità dell’apparire estetico ma profondamente bisognosa di autenticità e purezza dell’essere. Una riscoperta dell’essenza del bello oggi significa impostare un?esperienza diversa della realtà, una ricerca di valore e approfondimento intellettuale. La bellezza vuole offrirsi in modo semplice e quotidiano, quali umile, come un oggetto o un gesto a cui si torna a fare caso con nuova meraviglia. Il percorso proposto sollecita la partecipazione fisica ed emotiva del visitatore, producendo e provocando risposte individuali che possono diventare strumento per nuove connessioni con gli altri e con il mondo.

Da un lato si confrontano e reinventano tecniche o generi tradizionali dell?arte come il tema del paesaggio e della figura umana, dall?altro si pongono come in ascolto della natura catturando momenti e frammenti oppure riflettono sul potere della bellezza nella sua dimensione sociale o nella capacità di trasformazione che ha su ciascuno di noi. Le opere di Wilhelm Sasnal (Polonia, 1972) testimoniano una produzione che pone al centro una riflessione sul valore dell?immagine pittorica affrontando temi e contenuti fortemente eterogenei, da immagini intime e cariche di emotività della sua vita familiare a rappresentazioni e composizioni di natura astratta fino a elaborazioni di soggetti e modelli tratti dalla storia dell?arte o dai mezzi di comunicazione contemporanei. Chiara Camoni (Italia, 1974) riscopre la bellezza tramite incontri con cose e persone della quotidianità. La videoinstallazione Mefite narra l?esperienza di un luogo di morte e bellezza, la valle d?Ansanto, un ambiente tanto suggestivo e affascinante quanto mortifero e distruttivo. Nell’intallazione Mosaico, l?artista utilizza scarti di marmo per creare una sorta di anti-monumento in cui contrapporre l?effimero del lavoro dell?uomo rispetto al ciclo eterno della natura. I disegni delle serie Capolavori e amanuense nascono invece dal lavoro con l?anziana nonna Ines Bassanetti: copie di grandi opere della storia dell?arte o trascrizioni di testi di filosofia testimoniano un lavoro artistico che diviene pratica di vita in un processo di crescita e arricchimento reciproco.

Per il fotografo Jean-Luc Mylayne (Francia, 1946) è cruciale il rapporto con la natura: protagonisti delle sue opere sono sempre uccelli, colti in immagini solo apparentemente spontanee, ma in realtà risultato di un paziente e colto studio della natura e dei suoi ritmi, unito a un sapiente lavoro di costruzione di punti di vista e messa a fuoco. L’installazione Teleportation di Alicja Kwade (Germania/Polonia, 1979) invade lo spazio con superfici di vetro e luci, creando un?ambigua e suggestiva riflessione sul rapporto tra realtà e apparenza, costringendo l’ossrvatore, attraverso una ri-attivazione dello sguardo, a ripensare il proprio modo di guardare la realtà e a trovare quel senso nascosto, quella bellezza che normalmente non riesce a cogliere. In Japan series il fotografo Andreas Gefeller (Germania, 1970) crea immagini in cui unisce la manipolazione digitale delle stesse con la tradizione artistica del calligrafismo giapponese. Soggetti ordinari sono ripresi da punti di vista inconsueti e rielaborati in post-produzione imponendo un ripensamento del nostro usuale rapporto con la realtà. Vanessa Beecroft (Italia, 1969) presenta tableaux vivants popolati da figure femminili nude declinate in media diversi: la performance, il video, la fotografia, la scultura. Isabel Rocamora (Regno Unito/Spagna, 1968) si occupa della relazione tra corpo, spazio e identità. Nella videoinstallazione Body of war l?artista crea una coreografia partendo dal combattimento corpo a corpo di due coppie di soldati inglesi che coinvolge lo spettatore in un?esperienza fortemente fisica trasformando i gesti di violenza meccanica e disumanizzata in una danza sublime.

Anri Sala (Albania, 1974) esplora temi sociali, culturali e politici che caratterizzano la società contemporanea. Il video Dammi i colori, parte anche dalla collezione della Tate Modern di Londra, documenta la trasformazione della città di Tirana a seguito dell?azione dell?artista Edi Rama divenuto sindaco della capitale albanese nel 2000. Una serie di iniziative affiancano l?esposizione con il fine di coinvolgere in modo interattivo il visitatore nel processo di conoscenza e di ricerca: in una sala è possibile condividere la propria idea di bellezza attraverso il confronto con spunti o esempi provenienti da campi diversi, dalla musica alla poesia, dal cinema alla filosofia. Il progetto 8 idee di bellezza fornisce una sorta di percorso parallelo alla mostra tramite le riflessioni di otto personalità del mondo della scienza, dello spettacolo, dell?imprenditoria sul significato della parola bellezza nei propri rispettivi ambiti professionali.

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